17 Febbraio 2026, martedì
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Bengala, candeline e uscite fantasma: dopo Crans-Montana anche la notte romana fa paura

Ad una settimana dalla strage nella discoteca svizzera, l’inchiesta di Realpolitik entra nei locali della Capitale: tra effetti pirotecnici, seminterrati affollati e norme di sicurezza che sembrano un optional.

A distanza di una settimana dal rogo che ha trasformato la discoteca Le Constellation di Crans-Montana in una trappola mortale — 40 vittime e 119 feriti — la domanda è inevitabile: potrebbe accadere anche altrove? E soprattutto, potrebbe accadere a Roma?

Per provare a rispondere, l’inviata di Realpolitik ha deciso di svolgere un’indagine sul campo, varcando le porte di alcuni locali notturni della Capitale per verificare se, almeno qui, le regole basilari della sicurezza vengano rispettate.

La prima tappa è una discoteca ricavata in un seminterrato. Per entrarvi bisogna scendere due rampe di scale: un dettaglio che, in caso di emergenza, potrebbe trasformarsi in un serio ostacolo. All’interno lo scenario è tutt’altro che rassicurante. Bengala e candeline accese illuminano la sala quasi a giorno, creando un’atmosfera scenografica ma potenzialmente pericolosa. Gli estintori, però, non si vedono. E le vie di fuga sembrano ridursi a una sola uscita di sicurezza.

Il secondo locale visitato appare, almeno a prima vista, più ordinato. L’ambiente è meno affollato, la musica più controllata. Ma basta qualche domanda in più per incrinare l’apparente tranquillità. Il barman, interpellato dalla giornalista, ammette senza esitazioni che il vero banco di prova arriva nel fine settimana.
«Nel weekend, quando c’è più gente e ci sono le ballerine, apriamo tutte le sale e utilizziamo le fontane scintillanti», racconta.

Effetti speciali, dunque, e un afflusso di pubblico ben più consistente. E l’incendio di Crans-Montana? Non sembra aver lasciato traccia. «La gente continua a venire come prima», aggiunge il barman. «È come se non fosse successo niente».

Un’affermazione che pesa come un macigno. Perché se la memoria delle tragedie si spegne più in fretta delle candeline sui tavoli, il rischio è che la notte torni a ballare sull’orlo di una nuova emergenza. E questa volta, potrebbe non essere solo una notizia dall’estero.

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