A Parigi torna a riunirsi il gruppo dei Paesi “Volenterosi”, il formato diplomatico che raccoglie gli Stati più attivi nel sostegno politico e militare all’Ucraina. Un appuntamento di alto profilo, ospitato all’Eliseo, che vede la partecipazione di 35 Paesi, 27 dei quali rappresentati direttamente da capi di Stato e di governo. Tra loro anche la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni.
Secondo quanto riferito da fonti dell’Eliseo, al tavolo siedono anche gli Stati Uniti, presenti con gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner. Un segnale politico che Parigi rivendica come risultato concreto: «Siamo riusciti in questo esercizio di riconvergenza tra Ucraina, Europa e America», fanno sapere dalla presidenza francese, sottolineando il tentativo di rafforzare il coordinamento transatlantico in una fase delicata del conflitto.
L’agenda di Macron e i bilaterali chiave
Il presidente francese Emmanuel Macron ha scandito la giornata con una serie di incontri bilaterali di peso. In programma un faccia a faccia con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e un colloquio con il premier canadese Mark Carney. Il vertice dei Volenterosi entra nel vivo alle 15:10, mentre alle 18:45 è prevista una conferenza stampa congiunta alla quale prenderanno parte Macron, Zelensky, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer.
Dalla presidenza francese trapela cautela sui contenuti che verranno resi pubblici: i leader, viene spiegato, si limiteranno a comunicare «ciò che il segreto militare consente di dire», a conferma della delicatezza delle decisioni in discussione.
Notte di attacchi sull’Ucraina
Sul terreno, intanto, la guerra non conosce pause. L’aeronautica militare ucraina ha denunciato un massiccio attacco russo nella notte del 6 gennaio. Secondo quanto riportato da Rbc Ukraine, le forze russe hanno lanciato 61 droni, tra cui velivoli d’attacco Shahed e Gerbera, partiti dalle aree di Millerovo, Kursk, Oryol e dalla regione di Donetsk. Circa 40 dei droni impiegati sarebbero stati di tipo Shahed.
Gli allarmi antiaerei sono risuonati ripetutamente a Kiev e in gran parte del Paese, non solo per la minaccia dei droni ma anche per il rischio di missili balistici e il decollo di due MiG-31K, che hanno provocato due allerte su scala nazionale. A Kiev la notte è stata particolarmente tesa: nel distretto di Obolonskyi una struttura medica privata è stata danneggiata da un attacco, costringendo all’evacuazione dei pazienti.
Mosca: “Abbattuti 129 droni ucraini”
Anche Mosca riferisce di attacchi subiti. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che nella stessa notte le difese aeree della Federazione hanno distrutto 129 droni ucraini diretti contro obiettivi sul territorio russo. In una nota ufficiale si parla di «tentativi del regime di Kiev di compiere attacchi terroristici» attraverso velivoli senza pilota di tipo aereo.
Mentre a Parigi la diplomazia prova a rafforzare il fronte del sostegno a Kiev e a ricomporre l’asse tra Europa e Stati Uniti, sul campo il conflitto continua a colpire duramente entrambe le parti, ricordando quanto la distanza tra i tavoli negoziali e la realtà della guerra resti ancora drammaticamente ampia.
