15 Luglio 2026, mercoledì
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Capotreno ucciso a coltellate a Bologna, caccia all’uomo tra i binari

Delitto alla stazione centrale. Un ferroviere di 34 anni trovato senza vita in un’area riservata al personale. Indagini serrate della Squadra Mobile, diramata la foto del sospettato

Un’area defilata, lontana dal flusso dei viaggiatori, e una violenza improvvisa che ha spezzato una vita giovane. È qui, nei pressi del parcheggio del piazzale Ovest della stazione centrale di Bologna, che poco prima delle 19 è stato trovato il corpo senza vita di Alessandro Ambrosio, capotreno di Trenitalia di 34 anni. Secondo i primi accertamenti, l’uomo sarebbe stato ucciso a coltellate.

Il cadavere giaceva in una zona di servizio che conduce al parcheggio riservato ai dipendenti, un’area non accessibile al pubblico. A fare la drammatica scoperta è stato un dipendente di Italo, che ha immediatamente allertato la Polizia ferroviaria. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer e la Squadra Mobile, che hanno avviato le indagini a ritmo serrato.

Le indagini e il sospetto

Fin dalle prime ore successive al ritrovamento, gli investigatori hanno passato al setaccio la zona, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nello scalo ferroviario. Proprio grazie ai filmati, gli inquirenti avrebbero individuato un sospettato: Jelenic Marin, cittadino croato di 36 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi di aggressioni e reati commessi in stazioni di altre città.

Secondo l’ipotesi investigativa, l’uomo potrebbe essersi allontanato rapidamente dal luogo del delitto salendo a bordo di un altro treno. Per questo motivo la sua fotografia è stata diramata a tutte le volanti e a tutti i presìdi della Polfer negli scali ferroviari italiani, mentre prosegue senza sosta la caccia all’uomo.

Il cordoglio delle istituzioni

La notizia dell’omicidio ha suscitato profonda emozione e reazioni immediate da parte delle istituzioni. Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso il proprio dolore per l’accaduto: «Profondamente addolorato per la tragedia di Bologna, dove un capotreno è stato ucciso», si legge in una nota. Salvini ha manifestato «affettuosa solidarietà alla famiglia della vittima e ai suoi colleghi» e ha assicurato di essere «in costante contatto con le Forze dell’Ordine che stanno indagando».

Nella stessa nota, il ministro ha ribadito la determinazione del governo a rafforzare la sicurezza negli scali e sui convogli ferroviari, confermando l’obiettivo di portare a 1.500 le donne e gli uomini di Fs Security impegnati nella vigilanza di treni e stazioni.

Parole di vicinanza sono arrivate anche dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ha definito l’episodio «un atto gravissimo». «Attendiamo di capire cosa sia avvenuto – ha dichiarato – ma intanto voglio esprimere la nostra vicinanza, in un momento così doloroso, ai familiari e ai colleghi del giovane capotreno trovato morto nei pressi del parcheggio del piazzale Ovest della stazione». Il primo cittadino ha inoltre assicurato la piena collaborazione del Comune con le autorità inquirenti.

Una stazione sotto shock

La stazione centrale di Bologna, snodo ferroviario tra i più importanti del Paese, resta sotto shock. Un luogo simbolo di passaggi, partenze e ritorni si è trasformato, per qualche ora, in teatro di un omicidio che riapre con forza il tema della sicurezza per chi lavora quotidianamente sui treni e negli scali. Mentre le indagini proseguono, la città attende risposte e giustizia per una morte che ha colpito non solo una famiglia, ma un’intera comunità di lavoratori.

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