Un colpo da oltre 70 milioni di euro ai traffici internazionali. Nel 2025 superate le 5 tonnellate di droga intercettate.
Ancora un durissimo colpo ai traffici di stupefacenti al porto di Gioia Tauro, snodo strategico del commercio internazionale e, allo stesso tempo, bersaglio privilegiato delle organizzazioni criminali. Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno sequestrato 435 chilogrammi di cocaina, abilmente occultati all’interno di sacchi di noccioline pronti a essere immessi nei canali della distribuzione.
La droga, suddivisa in oltre 400 panetti, una volta tagliata e smerciata sulle piazze europee, avrebbe garantito alle cosche un introito superiore ai 70 milioni di euro, confermando ancora una volta l’enorme portata economica del narcotraffico internazionale.
Il sequestro si inserisce in un quadro ormai impressionante: dall’inizio dell’anno, nello scalo calabrese sono stati intercettati ben oltre 5.000 chili di stupefacenti, per un valore complessivo stimato in circa 650 milioni di euro. Numeri che fanno di Gioia Tauro uno dei principali fronti della lotta alla droga in Europa.
Non è la prima volta che i trafficanti tentano di sfruttare carichi alimentari per eludere i controlli. Negli ultimi mesi la cocaina era già stata rinvenuta tra polpi surgelati, gamberoni e altri prodotti ittici, a dimostrazione di una strategia sempre più sofisticata, che punta a confondere le rotte commerciali lecite con quelle illecite.
Determinante, ancora una volta, l’attività congiunta delle forze investigative e doganali, che continuano a presidiare uno dei porti più importanti del Mediterraneo, trasformandolo in una vera e propria linea avanzata contro i cartelli della droga e le organizzazioni mafiose che ne curano la distribuzione sul territorio europeo.
