22 Settembre 2026, martedì
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Regno Unito, orrore durato 13 anni: avrebbe drogato la moglie e favorito gli stupri di altri uomini

Secondo la polizia del Wiltshire, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a “sottomissione chimica” e organizzato abusi ripetuti dal 2010 al 2023

Un incubo protrattosi per oltre tredici anni, consumato all’interno di un matrimonio e orchestrato, secondo l’accusa, dall’uomo che avrebbe dovuto proteggerla. In Gran Bretagna sei uomini sono comparsi sul banco degli imputati con l’accusa di aver commesso più di 60 reati sessuali ai danni di un’unica donna. Tra loro, il principale imputato è l’ex marito della vittima, ritenuto il regista di una lunga serie di abusi sistematici.

A renderlo noto è stata la polizia della contea di Wiltshire, nel sud dell’Inghilterra. Cinque degli imputati, di età compresa tra i 31 e i 61 anni, devono rispondere di accuse di stupro. Il sesto, Philip Young, 49 anni, originario di Swindon ma residente a Enfield, è incriminato per ben 56 capi d’accusa: non solo per violenze sessuali dirette, ma anche per aver drogato la moglie allo scopo di costringerla ad avere rapporti con altri uomini.

Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe fatto uso di sostanze per alterare lo stato di coscienza della donna, facilitando così gli abusi e documentandoli. A suo carico figurano anche le accuse di voyeurismo e di possesso di materiale pedopornografico. Philip Young si trova attualmente in custodia cautelare.

La vittima rompe l’anonimato

La vittima è una donna di 48 anni, Joanne Young, il cui nome è stato reso pubblico su sua esplicita richiesta. Come precisato dalla polizia, la donna ha scelto di rinunciare al diritto legale all’anonimato, un passo raro e significativo, compiuto per affermare la propria identità e dare forza alla denuncia.

Le violenze contestate sarebbero avvenute in un arco temporale lunghissimo, dal 2010 al 2023. Un periodo durante il quale, secondo gli inquirenti, la donna sarebbe stata ripetutamente drogata e abusata, spesso a sua insaputa, in un contesto di totale manipolazione e controllo.

Gli altri cinque imputati, attualmente in libertà condizionale, compariranno insieme all’ex marito della vittima davanti alla Corte di Swindon per una prima udienza fissata per domani.

Un caso che richiama una tragedia europea

La vicenda ha immediatamente richiamato alla memoria il caso francese di Gisèle Pelicot, vittima per circa dieci anni di violenze sessuali e di sottomissione chimica da parte del marito Dominique e di numerosi altri uomini. Un processo che, un anno fa, si è concluso con condanne pesantissime, tra cui una pena a 20 anni di reclusione inflitta proprio al marito.

Anche nel caso britannico, le autorità parlano di una delle indagini più complesse e scioccanti mai affrontate nella contea. Un procedimento giudiziario che si annuncia lungo e delicato, ma che riporta al centro dell’attenzione un tema drammatico e attualissimo: l’abuso domestico che si consuma nel silenzio, reso ancora più insidioso dall’uso di sostanze e dalla complicità di più persone.

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