5 Ottobre 2026, lunedì
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Piccoli pacchi dall’estero, l’Ue introduce un dazio temporaneo di 3 euro

Dal primo luglio 2026 entrerà in vigore una misura provvisoria sui pacchi di basso valore importati nell’Unione europea, con l’obiettivo di armonizzare la fiscalità doganale e preparare una soluzione definitiva.

Il Consiglio dell’Economia e delle Finanze dell’Unione europea (Ecofin) ha concordato l’introduzione di un dazio doganale fisso temporaneo di 3 euro sui piccoli pacchi in arrivo nell’Ue. La misura, secondo fonti ufficiali di Bruxelles, entrerà in vigore a partire dal primo luglio 2026 e interesserà principalmente le spedizioni effettuate tramite commercio elettronico.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di regolare il flusso crescente di pacchi di basso valore provenienti da Paesi extra Ue, che negli ultimi anni hanno superato la soglia di esenzioni doganali tradizionali, generando complicazioni amministrative e squilibri nel mercato interno. Il dazio temporaneo resterà in vigore fino all’adozione di un accordo permanente volto a eliminare definitivamente la soglia di franchigia doganale, introducendo regole uniformi per tutte le importazioni di piccolo valore.

Parallelamente, in Italia, il Parlamento sta valutando una proposta inserita nella Manovra di bilancio che prevede l’introduzione di una tassa di 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra Ue. L’obiettivo della misura nazionale è in linea con la strategia europea, ma con un impatto più contenuto, almeno nella fase iniziale.

La decisione dell’Ecofin rappresenta un passo significativo verso la modernizzazione delle regole doganali nell’Unione europea. Secondo gli analisti, la misura potrà avere effetti diretti sia sui consumatori, che potrebbero vedere un leggero aumento dei costi nelle spedizioni online, sia sugli operatori del commercio elettronico, chiamati ad adeguare i sistemi di calcolo delle tasse per le merci importate.

Con l’armonizzazione della tassazione sui piccoli pacchi, l’Ue punta a rendere più equo il mercato interno, riducendo le disparità tra prodotti acquistati all’interno dell’Unione e quelli provenienti dall’estero. La misura temporanea, sebbene limitata nel tempo, segna un cambio di passo rispetto al passato, quando le franchigie doganali avevano creato un vantaggio competitivo per le merci importate di basso valore, spesso senza alcun tributo applicato.

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