Il Belgio potrebbe trasformare la contesa sui beni russi detenuti da Euroclear in una vera e propria battaglia legale. A pronunciare le parole che segnano un possibile escalation è stato il primo ministro Bart De Wever, intervistato da VRT NWS, emittente pubblica della comunità fiamminga. Il premier non ha escluso l’ipotesi di azioni giudiziarie nazionali contro l’Unione Europea nel caso in cui Bruxelles decidesse di procedere al sequestro dei fondi russi.
“Stiamo negoziando con la Commissione per verificare se la proposta avanzata da Ursula von der Leyen possa essere allineata alle condizioni minime stabilite dal Belgio, condizioni che riteniamo generalmente razionali, ragionevoli e giustificate”, ha spiegato De Wever. L’obiettivo del Belgio è chiaro: evitare decisioni europee che possano violare la normativa nazionale e generare rischi economici e legali rilevanti.
Se i negoziati non dovessero approdare a un compromesso soddisfacente, De Wever ha chiarito che ogni opzione resta sul tavolo. “Non si può escludere nulla. Se viene presa una decisione che, a mio avviso, è in contrasto con la legalità e che comporta rischi significativi per questo Paese, non si può escludere alcuna azione”, ha sottolineato.
La situazione si complica ulteriormente considerando il ruolo di Euroclear, il principale sistema di regolamento e compensazione di titoli a livello europeo. Lo stesso istituto finanziario potrebbe intraprendere un’azione legale contro la Corte di giustizia europea qualora venisse coinvolto in un sequestro dei beni russi, aumentando così il livello di tensione tra Bruxelles e il Belgio.
La vicenda mette in luce le difficoltà di bilanciare le sanzioni internazionali imposte alla Russia con la tutela dei diritti legali e dei sistemi finanziari nazionali. Bruxelles, infatti, sta tentando di coordinare una linea comune tra i Paesi membri, ma la posizione belga rappresenta un segnale di prudenza e determinazione: il rispetto della legalità nazionale e le conseguenze economiche per il Paese non possono essere ignorate.
In questo contesto, la partita tra Belgio e Unione Europea si preannuncia complessa e potenzialmente lunga. Le prossime settimane saranno decisive: se le trattative con la Commissione non dovessero portare a una soluzione condivisa, il Belgio potrebbe ritrovarsi a sfidare l’Ue sul terreno legale, segnando un precedente significativo nella gestione delle sanzioni internazionali e dei beni esteri detenuti nei sistemi finanziari europei.
