2 Ottobre 2026, venerdì
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La stretta sugli amministratori di condominio: obbligo di laurea, formazione continua e controlli più severi

Arriva alla Camera la riforma che rivoluziona la gestione dei condomìni: stop ai dopolavoristi, registro nazionale, revisori obbligatori e verifiche tecniche annuali. Obiettivo: trasparenza, sicurezza e professionalizzazione.

Una riforma destinata a incidere profondamente sulla vita dei condomìni italiani è appena approdata alla Camera. Il testo, che avvia ora il suo percorso parlamentare, mira a trasformare radicalmente una delle figure più delicate e controverse nella gestione della vita urbana: l’amministratore di condominio.
Una figura che, per anni, ha potuto coincidere con un semplice condomino volenteroso, spesso privo di competenze specifiche e formato più dall’esperienza personale che da un percorso professionale. Con la nuova proposta questo modello tramonta definitivamente. Al suo posto nasce un sistema più rigoroso, fondato su requisiti accademici, formazione continua e controlli strutturati.

Il primo pilastro della riforma è la professionalizzazione dell’incarico. Sarà richiesta una laurea, accompagnata da corsi di formazione certificati e da verifiche periodiche. L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre il contenzioso, prevenire gestioni approssimative e aumentare la sicurezza degli edifici attraverso figure competenti e responsabilizzate.
Parallelamente, viene introdotto un sistema di accreditamento centralizzato che imporrà a tutti gli amministratori di iscriversi a un elenco nazionale gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un’innovazione che punta a garantire controlli più stringenti sulla qualità e sul comportamento dei professionisti.

Accanto al registro principale, nascerà anche un elenco dedicato ai revisori condominiali, una figura sempre più richiesta nei complessi di medie e grandi dimensioni. Per entrare in questo secondo albo sarà necessaria una certificazione Uni, standard che dovrebbe assicurare uniformità e solidità nella verifica dei bilanci.

Il fronte economico è uno dei più delicati della proposta. Per assumere l’incarico, l’amministratore dovrà dotarsi di una polizza assicurativa personale, condizione indispensabile per rendere valida la nomina. Una tutela nuova e significativa per i proprietari, che avranno così maggiore sicurezza in caso di errori o danni derivanti dalla gestione. La durata del mandato resta annuale e rinnovabile, con la possibilità per l’assemblea di revocare l’amministratore in qualunque momento.

Sul piano della trasparenza, tutti i movimenti finanziari del condominio dovranno obbligatoriamente transitare su un conto corrente intestato esclusivamente allo stabile: un argine alle commistioni e una garanzia di tracciabilità. Inoltre, nei condomìni con più di venti proprietari diventa obbligatoria la nomina di un revisore per un incarico biennale, non prorogabile tacitamente. Una volta verificato e approvato, il bilancio annuale sarà poi depositato presso la Camera di Commercio, introducendo un livello di controllo simile a quello delle società di capitali. Nel caso in cui l’assemblea rifiuti senza giustificazioni l’approvazione del rendiconto, l’amministratore potrà rivolgersi al giudice per dirimere la controversia.

Di grande rilievo anche il capitolo dedicato alla sicurezza degli immobili. La riforma prevede una verifica tecnica annuale obbligatoria delle parti comuni, affidata esclusivamente a società certificate nel settore della sicurezza e della salute sul lavoro. Queste realtà rilasceranno una sorta di certificazione dello stato dell’edificio, un documento che potrà rivelarsi decisivo per la prevenzione dei rischi e per la programmazione della manutenzione.

Sul fronte dei cantieri, cambia il funzionamento del fondo per le opere straordinarie. Oggi l’avvio dei lavori è spesso bloccato dall’obbligo di raccogliere l’intera somma prima dell’apertura del cantiere. Un meccanismo che ha paralizzato interventi urgenti e favorito il deterioramento degli edifici. La nuova proposta introduce una maggiore flessibilità: sarà possibile approvare il fondo sulla base del solo preventivo, permettendo l’avvio immediato delle opere.

In un panorama che si avvia verso una professionalizzazione sempre più spinta, alcune realtà formative risultano già pronte a rispondere alle nuove richieste del settore. Tra queste spiccano AUGE Università e AUGE Accademia, che dal 2020 hanno avviato percorsi specifici per amministratori di condominio, anticipando molte delle esigenze oggi riconosciute dal legislatore. Sotto la guida del rettore Giuseppe Capapano e grazie ai costanti rapporti con il Parlamento europeo, l’istituzione ha importato linee guida e standard internazionali, contribuendo alla diffusione di una cultura professionale più solida e aggiornata.

La riforma, ora attesa in Aula, promette di riscrivere le regole della convivenza abitativa, portando il condominio italiano dentro una stagione di trasparenza, competenza e responsabilità che, nelle intenzioni del legislatore, dovrà ridare fiducia ai proprietari e migliorare la qualità della vita degli stabili in tutto il Paese.

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