6 Ottobre 2026, martedì
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Cirielli rivendica il confronto e alza l’asticella: “Programma chiaro, obiettivi misurabili. Se non li raggiungo, mi dimetto”

Il candidato del centrodestra alla guida della Campania attacca il rivale e rilancia sulle sue promesse. Ma nelle stesse ore, dentro la sua area politica, emergono già cautela e freni sulle proposte più impegnative. In attesa della controreplica di Fico, a decidere saranno i campani: non sulle parole, ma sul bisogno di sicurezza e concretezza.

Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania, rivendica con decisione il primo confronto pubblico con il suo avversario. “Sono molto soddisfatto che finalmente ci sia stato il confronto tra i candidati presidente. Lo chiedevo dall’inizio e, dopo diverse rinunce del mio competitor, ci siamo riusciti”, afferma in una nota.

Per Cirielli, quell’appuntamento ha avuto il merito di rendere evidente una frattura politica e programmatica che finora, sostiene, era rimasta avvolta nella retorica della campagna elettorale. “Ora la differenza tra le proposte è chiara: loro sono contro il condono, contro i contributi ai pensionati, contro la velocizzazione dello smaltimento delle ecoballe, contro politiche attive per l’occupazione e contro un Sud più forte e virtuoso”, incalza.

Il candidato non risparmia critiche al suo rivale, accusandolo di ambiguità sul lascito di dieci anni di amministrazione regionale targata centrosinistra. “Non si capisce se il mio avversario sia a favore o contro l’eredità di questi dieci anni e non ha fatto neppure un’autocritica sull’emergenza sanità”, afferma, reclamando un’assunzione di responsabilità finora – a suo dire – mancata.

Cirielli insiste su un elemento che considera il cuore del suo profilo politico: la misurabilità degli impegni. “Noi abbiamo un programma chiaro che difende i campani e valorizza la Campania. Siamo una coalizione compatta e abbiamo obiettivi dichiarati e misurabili”, sottolinea.

Ricorda poi il patto firmato davanti a migliaia di cittadini, che prevede tre punti chiave: il dimezzamento delle liste d’attesa, l’assunzione di nuovo personale sanitario con il potenziamento della rete ospedaliera territoriale, l’innalzamento del tasso di occupazione al 50% e un contributo di 100 euro per chi percepisce le pensioni più basse. “Qualora non raggiungessi la metà di questi obiettivi in due anni e mezzo mi dimetterò. Ecco la differenza tra chi parla senza dire nulla e chi sa esattamente cosa fare”, conclude.

Eppure, mentre il candidato rilancia con decisione, non passa inosservato che nelle stesse ore, all’interno della coalizione di centrodestra, emergano già segnali di prudenza. Alcuni esponenti hanno messo un freno all’entusiasmo sulle promesse più impegnative, richiamando la necessità di compatibilità finanziarie e tempi amministrativi reali. Una cautela che tradisce la consapevolezza di quanto sia complesso trasformare gli annunci in atti concreti.

Serve quindi onestà intellettuale nel collocare queste dichiarazioni dentro il perimetro di una campagna elettorale che, per sua natura, amplifica toni e aspettative. E sarà altrettanto necessario ascoltare la controreplica di Roberto Fico, che nelle prossime ore metterà sul tavolo la propria visione e i propri numeri.

Ma al di là degli slogan, il giudizio finale non spetterà né alle proposte più roboanti né alle stoccate reciproche. A decidere saranno i campani, chiamati a valutare non le promesse in sé, ma la capacità di chi si candida a guidare la Regione di offrire sicurezza, affidabilità e un orizzonte credibile. In fondo, è questo il terreno dove si giocano davvero le elezioni: la fiducia, più che le parole.

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