La notte più lunga si è abbattuta sul Nord Italia con una violenza improvvisa, trasformando colline in torrenti, strade in alveo e case in trappole di fango e detriti. Nel Goriziano la pioggia ha scavato una ferita profonda: una frana ha travolto un’abitazione a Brazzano di Cormons, trascinando con sé muri, mobili e vite. Una persona è stata estratta viva dalle macerie, ferita ma cosciente, trasportata d’urgenza all’ospedale di Udine con una frattura alla gamba. Due persone risultano ancora disperse, e la corsa contro il tempo continua sotto la pioggia che non concede tregua.
Sul luogo della frana operano vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, con un dispiegamento imponente di mezzi e competenze. A supporto del personale dei comandi di Udine e Gorizia sono arrivati rinforzi da Trieste e Pordenone, oltre al nucleo regionale Gos con mezzi movimento terra e unità cinofile. Dal Veneto è giunta anche la squadra Usar, addestrata per il recupero in scenari di crollo complessi. Ogni minuto è prezioso, mentre il terreno continua a muoversi e la montagna sembra trattenere il respiro.
L’evento tragico è l’epicentro più drammatico di una notte segnata da piogge fuori scala. Tra Palmanova, Manzano, San Giovanni al Natisone, Cormons e Prepotto sono caduti fino a duecento millimetri di pioggia in poche ore. Un dato che restituisce con crudezza la portata delle precipitazioni. A Cormons, dove si sono registrati centocinquantadue millimetri, il fiume Judrio ha tracimato, invadendo strade, scantinati, garage. Raffiche di vento fino a sessantasei chilometri orari hanno battuto Grado, mentre dall’inizio dell’allerta la Sala Operativa regionale è stata sommersa da segnalazioni di allagamenti e criticità diffuse.
Decine gli interventi dei vigili del fuoco, con l’arrivo da Veneto ed Emilia Romagna di squadre specializzate nel soccorso alluvionale e moduli dotati di idrovore ad alto pompaggio. L’ospedale di Palmanova ha visto i suoi scantinati completamente allagati, anche se l’attività sanitaria per i pazienti non ha subito interruzioni. Difficile la situazione della viabilità nella bassa friulana, con problemi a Visco, Trivignano e Chiopris Viscone. Solo a Udine, dalla mezzanotte, sono arrivate duecento richieste di intervento.
Il maltempo non ha risparmiato la Liguria, dove Genova si è risvegliata ancora una volta con il territorio ferito. A Marassi un muro lungo salita Dell’Orso è crollato nella notte, costringendo alla chiusura della strada e a lunghe verifiche per escludere la presenza di persone coinvolte. Nel resto della provincia, nelle ultime ventiquattr’ore i vigili del fuoco hanno eseguito un centinaio di interventi per alberi caduti, smottamenti e allagamenti. A Rapallo resta chiusa la strada colpita da uno scivolamento di massi che ha schiacciato un’auto parcheggiata. Trecento residenti rimangono isolati a monte del punto di frana: per loro è stato allestito un punto medico mobile raggiungibile a piedi.
In Toscana un fronte temporalesco intenso sta attraversando la fascia costiera pisana e le province di Livorno, Lucca, Pistoia, Prato e Firenze, spingendosi fino al Mugello. A Stazzema sono stati registrati oltre duecentodiciassette millimetri di pioggia, mentre a Massa un nubifragio ha scaricato settantatré millimetri d’acqua in appena un’ora. I corsi d’acqua Contesora e Freddana, nel Lucchese, sono stati posti al primo livello di vigilanza, mentre gli altri bacini restano entro i parametri.
Il quadro che emerge è quello di un territorio vasto e fragile, messo alla prova da un sistema meteorologico sempre più estremo. Le prossime ore saranno decisive: per le ricerche, per il ripristino delle condizioni di sicurezza, ma anche per misurare ancora una volta la capacità delle comunità di resistere, reagire e ricostruire. Il Nord Italia guarda il cielo, e aspetta che la pioggia rallenti. Solo allora si potrà contare davvero l’entità dei danni e cominciare a delineare il ritorno alla normalità.
