6 Ottobre 2026, martedì
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Milano, violenza in Stazione Centrale: 25enne pakistano aggredisce passeggeri ebrei. Arrestato per odio razziale

Un pomeriggio di tensione e paura ha scosso ieri la Stazione Centrale di Milano, dove un cittadino pakistano di 25 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia ferroviaria con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’odio razziale, etnico e religioso.

Secondo la ricostruzione degli agenti, il giovane si sarebbe scagliato all’improvviso contro un gruppo di viaggiatori americani di fede ebraica che attendevano il treno nei pressi della banchina 8. Senza alcun apparente motivo, avrebbe iniziato a inveire contro di loro con frasi offensive, per poi passare alle mani.

L’aggressione è stata rapida e violenta. Uno dei passeggeri è stato colpito ripetutamente con calci e pugni e ferito alla testa con un oggetto contundente. La scena ha scatenato il panico tra i presenti, costretti ad allontanarsi mentre il giovane continuava a colpire la vittima, ormai sanguinante.

Solo l’intervento immediato degli agenti della Polfer ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente. I poliziotti, accorsi in pochi istanti, hanno immobilizzato l’aggressore e lo hanno ammanettato sul posto, mentre il ferito veniva soccorso dal personale del 118.

Portato negli uffici della Polizia ferroviaria per l’identificazione, il 25enne è risultato già segnalato per altri episodi di violenza. Gli inquirenti stanno ora ricostruendo con precisione la dinamica dell’accaduto e valutando l’ipotesi di un gesto motivato da pregiudizi antisemiti.

L’episodio, avvenuto in uno dei luoghi simbolo della mobilità milanese, riaccende l’allarme sulla sicurezza negli spazi pubblici e sul crescente rischio di aggressioni dettate dall’odio. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo, mentre la Polizia prosegue gli accertamenti per chiarire se l’uomo abbia agito da solo o se ci siano altri elementi dietro l’attacco.

La vittima, fortunatamente non in pericolo di vita, è stata medicata in ospedale. Restano, tuttavia, le ferite morali di un’aggressione che colpisce nel cuore il principio di convivenza civile e di rispetto reciproco, valori che una grande città come Milano non può permettersi di vedere messi in discussione.

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