5 Ottobre 2026, lunedì
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Stati Uniti, il Paese si ferma: lo shutdown paralizza i cieli e blocca aiuti, armi e sussidi

Il segretario ai Trasporti prevede un collasso del traffico aereo in vista del Ringraziamento. Cinque miliardi di dollari in armi per Kiev e i Paesi della Nato restano congelati. Trump sospende i programmi di assistenza alimentare e minaccia sanzioni agli Stati che non si adeguano.

Il più vasto shutdown della storia americana si abbatte come una tempesta sull’intero sistema federale, con ripercussioni che toccano ogni settore: dai voli civili alle forniture militari, fino agli aiuti alimentari ai cittadini più fragili. A dipingere la gravità del quadro è stato il segretario ai Trasporti Sean Duffy, che in un’intervista alla CNN ha lanciato un avvertimento drammatico: “Il traffico aereo negli Stati Uniti si ridurrà quasi a zero”. Un messaggio che suona come una premonizione alla vigilia del periodo di massimo afflusso dell’anno, quello delle partenze per il Ringraziamento, tra due settimane.

Lo shutdown — la sospensione delle attività federali a causa del mancato accordo sul bilancio — sta lasciando a terra piloti, controllori di volo e personale aeroportuale, privi di fondi e impossibilitati a garantire i servizi minimi. Le autorità temono un effetto domino su tutto il sistema dei trasporti, con ritardi e cancellazioni che rischiano di paralizzare il Paese. “Non si tratta solo di voli — ha aggiunto Duffy — ma di sicurezza nazionale, di infrastrutture, di ogni aspetto che dipende dal funzionamento della macchina federale”.

A pesare ulteriormente sul quadro, secondo un documento interno del Dipartimento di Stato di cui il sito Axios ha preso visione, è il blocco di circa cinque miliardi di dollari in armamenti destinati a Kiev e ai Paesi alleati della Nato. Fondi e forniture già approvati, ora congelati a tempo indeterminato a causa dell’interruzione dei finanziamenti federali. Un colpo durissimo per l’Ucraina, che conta sull’appoggio americano per fronteggiare l’invasione russa, e per i partner europei che si affidano a Washington per la sicurezza comune.

Ma la decisione più controversa arriva direttamente dalla Casa Bianca. L’amministrazione Trump ha ordinato agli Stati federati di sospendere immediatamente la distribuzione dei sussidi alimentari, uno dei principali strumenti di sostegno alle famiglie a basso reddito. E non solo: il presidente ha minacciato di revocare i fondi federali a quei governatori che continueranno a erogare gli aiuti “in violazione delle direttive presidenziali”.

La mossa ha scatenato reazioni durissime da parte dei governatori democratici, che denunciano un atto “di crudeltà e irresponsabilità politica”, mentre organizzazioni e associazioni umanitarie parlano di un “disastro sociale annunciato”. Secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura, oltre 40 milioni di americani dipendono dai buoni pasto e dai programmi di assistenza alimentare.

Nel frattempo, il Congresso resta paralizzato da uno scontro politico senza precedenti, incapace di trovare un compromesso sulla legge di bilancio. Il risultato è un Paese sospeso, dove i cieli rischiano di svuotarsi, gli scaffali delle mense di restare vuoti e le linee di produzione bellica di fermarsi.

Mentre l’America si avvicina a una delle sue festività più sentite, il Ringraziamento, la prospettiva è quella di un Paese che non vola, non aiuta e non difende. Un’istantanea perfetta della paralisi istituzionale in cui la prima potenza mondiale sembra ormai impantanata.

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