8 Marzo 2026, domenica
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Rapina a un’anziana a Foggia, cinque arresti: la banda era guidata da una conoscente della vittima

L’indagine dei Carabinieri ha ricostruito un piano studiato nei minimi dettagli: la donna di 84 anni era stata aggredita in casa, legata e costretta ad aprire la cassaforte. Sequestrati appunti e messaggi che svelano la preparazione del colpo

Un piano studiato con cura, una vittima scelta con fredda premeditazione, un’esecuzione brutale. È la storia della rapina consumata il 21 ottobre 2024 nel quartiere San Lorenzo di Foggia ai danni di una donna di 84 anni, aggredita, legata e imbavagliata nella sua stessa abitazione da tre uomini con il volto coperto. A distanza di settimane, le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Foggia – coordinate dalla Procura del capoluogo – hanno portato all’arresto di cinque persone, raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Foggia.

Secondo quanto emerso, la rapina sarebbe stata ideata da una 31enne foggiana, persona di fiducia della vittima, che conosceva bene le sue abitudini e avrebbe pianificato l’intera operazione. La donna, secondo gli inquirenti, si sarebbe avvalsa del compagno – un 26enne originario di Carapelle – e di altri tre uomini a lui legati da rapporti di parentela e amicizia.

Quel pomeriggio di ottobre, l’anziana stava rientrando a casa con la spesa quando è stata sorpresa alle spalle, trascinata all’interno dell’appartamento e immobilizzata. I tre rapinatori l’hanno legata con fascette da elettricista, imbavagliata e costretta ad aprire la cassaforte. Da lì hanno portato via gioielli, orologi e contanti per un valore di diverse migliaia di euro, prima di dileguarsi a piedi, lasciando la donna sotto choc.

Le indagini, avviate subito dopo il colpo, si sono concentrate sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e su una serie di accertamenti tecnici che hanno consentito ai Carabinieri di risalire non solo agli autori materiali della rapina, ma anche ai complici che avrebbero garantito supporto logistico e copertura. Due di loro, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero agito da vedette all’esterno del complesso residenziale, pronti a favorire la fuga dei complici a bordo di un’auto.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, gli investigatori hanno rinvenuto un documento che getta luce sull’organizzazione del gruppo: una lettera dattiloscritta con indicazioni operative per la rapina, annotazioni sulle abitudini quotidiane della vittima e suggerimenti per eludere eventuali indagini. Ma non è tutto: dall’analisi di uno dei telefoni sequestrati sono emersi scambi di messaggi su piattaforme social tra due indagati, che confermerebbero una lunga e meticolosa preparazione, comprensiva di sopralluoghi e di uno studio dettagliato della planimetria dell’area.

I cinque arrestati dovranno rispondere del reato di rapina aggravata in concorso. Tutti sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Foggia.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità giudiziaria, sono da ritenersi non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Dietro il linguaggio tecnico degli atti giudiziari si nasconde una vicenda di crudeltà e tradimento: la fiducia di un’anziana, spezzata da chi conosceva la sua vita e ne ha approfittato per colpirla nel luogo più sicuro, la sua casa. Un episodio che riporta in primo piano la questione, sempre attuale, della vulnerabilità degli anziani e del bisogno di rafforzare le reti di protezione e solidarietà nelle nostre comunità.

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