5 Ottobre 2026, lunedì
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Pokrovsk sotto assedio: Mosca controlla l’80% della città. L’Ucraina chiede nuovi aiuti mentre il fronte europeo si tende

Secondo i media tedeschi, le truppe russe avrebbero conquistato quasi tutta Pokrovsk, nodo strategico del Donetsk. Bruxelles e Liegi costrette a chiudere gli scali per droni sospetti. Zelensky rilancia sullo scudo aereo, ma Trump frena sui Tomahawk. Putin mobilita i riservisti per difendere le raffinerie.

Il fronte orientale dell’Ucraina si muove di nuovo, e lo fa in modo drammatico. Pokrovsk, città strategica nella regione di Donetsk, sarebbe ormai quasi interamente caduta nelle mani delle forze russe. A sostenerlo è il quotidiano tedesco Bild, che cita fonti militari ucraine impegnate sul campo: l’80% dell’abitato sarebbe sotto controllo di Mosca, con le truppe di Kiev costrette a ripiegare verso ovest. La caduta della città, se confermata, rappresenterebbe una svolta pesante nella guerra, aprendo un nuovo corridoio verso Kostiantynivka e l’intera fascia industriale del Donbass.

Mentre sul terreno infuria la battaglia, l’Europa torna a fare i conti con la guerra anche nei propri cieli. In Belgio, gli aeroporti di Bruxelles e Liegi sono stati nuovamente chiusi per alcune ore dopo l’avvistamento di droni non identificati. È la seconda volta in pochi giorni che il traffico aereo viene interrotto, con voli dirottati in Germania e nei Paesi Bassi. Le autorità belghe non hanno ancora chiarito la provenienza dei velivoli, ma la tensione resta alta: il rischio di un’estensione delle operazioni di sabotaggio o spionaggio è sempre più percepito come reale.

A Kiev, Volodymyr Zelensky tenta di mantenere il fronte politico e militare compatto. Dopo un incontro con i rappresentanti dei Paesi Nato, il presidente ha annunciato l’arrivo di nuovi sistemi di difesa aerea Patriot forniti dalla Germania. Un rafforzamento indispensabile, mentre i missili russi continuano a colpire infrastrutture civili e militari. “Il nostro scudo aereo si sta potenziando – ha dichiarato Zelensky – e questo ci permette di difendere meglio il Paese e i nostri cittadini”.

Ma dagli Stati Uniti arriva una doccia fredda. Donald Trump, tornato al centro della scena politica americana, ha frenato sull’ipotesi di fornire a Kiev missili Tomahawk. “Non è una misura attualmente in discussione”, ha spiegato, raffreddando le aspettative ucraine e quelle di una parte dell’Alleanza Atlantica. Un segnale politico che pesa, e che lascia intendere come le future scelte di Washington restino ancora legate alle dinamiche interne e alle incertezze della corsa presidenziale.

Sul piano diplomatico, Kiev guarda all’Europa. Zelensky ha espresso ottimismo riguardo alla prossima relazione dell’Unione europea sull’allargamento previsto per il 2025. “Ci aspettiamo un esito positivo – ha detto – e un chiaro passo avanti verso la piena adesione alla comunità europea”. Un messaggio di fiducia che tuttavia contrasta con il gelo che arriva da Mosca.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha infatti escluso la possibilità di un incontro a breve tra Vladimir Putin e Donald Trump: “Non c’è al momento bisogno di un vertice urgente. Prima serve un lavoro scrupoloso sulle questioni dell’accordo”. Parole che chiudono, almeno per ora, ogni spiraglio su una ripresa del dialogo di alto livello tra le due potenze.

Intanto, sul fronte interno russo, Putin ha firmato una legge che consente l’impiego dei riservisti nella difesa delle raffinerie e di altre infrastrutture energetiche considerate strategiche. Una misura che testimonia la crescente preoccupazione del Cremlino per gli attacchi con droni e sabotaggi che nelle ultime settimane hanno colpito diversi impianti, anche a centinaia di chilometri dal confine ucraino.

La guerra, a quasi tre anni dal suo inizio, resta un conflitto mobile, imprevedibile e sempre più globale. Dalle trincee del Donbass ai cieli del Belgio, passando per le sale della diplomazia internazionale, ogni movimento racconta la stessa realtà: quella di un equilibrio sempre più fragile, in cui ogni decisione, ogni missile, ogni drono può spostare – ancora una volta – la linea del fronte.

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