2 Ottobre 2026, venerdì
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Alessia Pifferi, la Corte d’Appello riduce la pena a 24 anni: esclusa l’aggravante dei futili motivi

La donna, condannata in primo grado all’ergastolo per la morte della figlia Diana, ottiene in secondo grado le attenuanti generiche. I giudici milanesi eliminano una delle aggravanti e revocano la misura di sicurezza della libertà vigilata.

La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha ridotto a ventiquattro anni di reclusione la condanna di Alessia Pifferi, la quarantenne imputata per la morte per stenti della figlia Diana, lasciata sola per sei giorni nella sua abitazione nell’estate del 2022. La decisione, arrivata dopo una camera di consiglio durata diverse ore, ribalta parzialmente la sentenza di primo grado, che aveva inflitto alla donna l’ergastolo.

Il collegio giudicante, presieduto da Ivana Caputo con giudice a latere Franco Anelli, ha escluso l’aggravante dei futili motivi e riconosciuto all’imputata le attenuanti generiche, bilanciandole con l’aggravante del legame di discendenza, l’unica rimasta a carico della Pifferi. Già in primo grado non era stata riconosciuta la premeditazione. La nuova sentenza ha così ridimensionato il quadro punitivo, pur confermando la gravità delle responsabilità.

La decisione rappresenta un passaggio giuridico di rilievo in un processo che ha profondamente colpito l’opinione pubblica per la crudeltà della vicenda e per le domande, ancora irrisolte, sulle motivazioni di un gesto ritenuto incomprensibile. La piccola Diana, appena diciotto mesi, era stata trovata senza vita nella casa di Milano dove la madre l’aveva lasciata sola per quasi una settimana, mentre lei si trovava con il compagno a Bergamo.

La Corte d’Appello ha inoltre eliminato la misura di sicurezza della libertà vigilata al termine della pena, ritenendo non più necessaria la sorveglianza post-detentiva. È stata invece confermata la condanna della Pifferi a rifondere le spese legali alla madre e alla sorella, costituite parti civili e assistite dall’avvocato Emanuele De Mitri. La difesa, rappresentata dall’avvocata Alessia Pontenani, aveva chiesto una significativa riduzione della pena, sostenendo l’assenza di volontà omicida e la fragilità psicologica della donna.

Le motivazioni della sentenza non sono state ancora depositate, ma secondo quanto previsto dal collegio potrebbero essere rese pubbliche entro un paio di settimane. Solo allora sarà possibile comprendere nel dettaglio la valutazione dei giudici sulle circostanze attenuanti e sulle ragioni che hanno portato a escludere l’aggravante dei futili motivi.

La condanna a ventiquattro anni chiude un nuovo capitolo giudiziario ma non la complessità del caso, che ha sollevato interrogativi etici, sociali e psicologici di straordinaria portata. Durante il processo, la figura di Alessia Pifferi è apparsa segnata da un profondo isolamento e da un contesto di fragilità, ma la sua scelta di abbandonare la figlia – lasciandola senza acqua né cibo – è stata giudicata dai magistrati un atto di estrema gravità, pur in assenza di premeditazione.

Il procedimento, seguito con grande attenzione dai media, ha posto al centro del dibattito anche il ruolo dei servizi sociali e della rete familiare, accusata da molti di non aver colto in tempo i segnali di un disagio profondo. La sentenza d’appello non cambia il giudizio morale che l’opinione pubblica ha maturato sulla vicenda, ma introduce una valutazione giuridica più equilibrata, riconoscendo alla donna una quota di attenuazione legata alla sua condizione personale e mentale.

Ora la difesa valuterà se ricorrere in Cassazione, l’ultimo grado di giudizio possibile. In caso contrario, la pena diventerà definitiva e la donna sconterà la sua condanna in carcere.

A due anni dai fatti, la tragedia della piccola Diana resta una ferita aperta per Milano e per il Paese intero: un dramma familiare che ha messo a nudo le fragilità di una madre, la solitudine di un’infanzia dimenticata e la necessità, mai così urgente, di una rete di protezione capace di prevenire ciò che in questa storia non è stato possibile evitare.

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