6 Ottobre 2026, martedì
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Vietnam sommerso: almeno 35 morti e migliaia di sfollati nell’alluvione che ha travolto il Paese

Piogge torrenziali e inondazioni record devastano il Vietnam centrale. Case sommerse, allevamenti distrutti e intere città sott’acqua. A Hoi An, patrimonio dell’Unesco, si naviga tra le strade.

Il Vietnam centrale è in ginocchio, travolto da un’ondata di maltempo di proporzioni eccezionali. Piogge torrenziali e inondazioni improvvise hanno già causato la morte di almeno trentacinque persone, mentre cinque risultano ancora disperse. È un bilancio destinato purtroppo a salire, secondo le autorità locali impegnate in operazioni di soccorso tra fango, detriti e acqua alta.

Da giorni, una perturbazione tropicale ha investito le province costiere del Paese, scaricando in poche ore quantità d’acqua mai registrate prima. Tra domenica e lunedì sono caduti fino a un metro e settanta centimetri di pioggia in 24 ore, un record che ha trasformato fiumi e canali in torrenti impetuosi. Le piene hanno travolto villaggi, strade, ponti e campi coltivati, lasciando dietro di sé un paesaggio di devastazione.

Particolarmente colpita l’antica città di Hoi An, gioiello del patrimonio mondiale dell’Unesco, dove il fiume Thu Bon ha raggiunto il livello più alto degli ultimi sessant’anni. Le immagini che arrivano da lì mostrano abitanti costretti a spostarsi in barca tra le stradine del centro storico, mentre negozi e abitazioni storiche sono stati sommersi fino al primo piano.

Secondo il Dipartimento per la gestione dei disastri naturali, oltre 16.500 abitazioni risultano allagate, decine di migliaia di persone sono state evacuate e almeno 40.000 animali da allevamento sono morti, travolti dalle acque o soffocati dal fango. Le perdite economiche, ancora da quantificare, si annunciano ingenti, in un’area dove l’agricoltura e il turismo rappresentano i principali pilastri dell’economia locale.

Le squadre di soccorso lavorano senza sosta per portare aiuto alle comunità isolate, mentre l’esercito è stato mobilitato per raggiungere le zone più remote, dove interi villaggi risultano ancora irraggiungibili. Le autorità temono nuovi smottamenti di terreno, aggravati dalla saturazione dei suoli e dalla continuità delle precipitazioni, che non accennano a diminuire.

L’emergenza attuale riaccende il dibattito sulla vulnerabilità del Vietnam ai cambiamenti climatici. Il Paese, attraversato da una fitta rete di fiumi e canali e caratterizzato da una lunga fascia costiera, è tra le nazioni del Sud-est asiatico più esposte agli eventi meteorologici estremi. Negli ultimi anni le alluvioni e le mareggiate sono diventate sempre più frequenti e violente, mettendo a rischio la sicurezza alimentare e le infrastrutture.

A Hoi An e nelle province circostanti, intanto, la vita scorre al ritmo delle acque. I residenti cercano di salvare il salvabile, trasportando in barca viveri e oggetti personali, mentre i soccorritori distribuiscono generi di prima necessità e medicine. La speranza è che il maltempo conceda una tregua e che le acque comincino a ritirarsi, restituendo almeno in parte alla popolazione la possibilità di ricominciare.

Ma il bilancio, umano e materiale, resta pesantissimo. Il Vietnam, ancora una volta, si trova a fare i conti con la forza distruttiva della natura e con la fragilità di un territorio che, nonostante la sua resilienza, continua a pagare il prezzo più alto della crisi climatica.

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