6 Ottobre 2026, martedì
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Agguato a Boscoreale, diciottenne ucciso da un colpo di pistola: Napoli piange un’altra giovane vittima della violenza

Il ragazzo, incensurato, è stato raggiunto da un proiettile sotto l’ascella mentre si trovava in piazza con gli amici. Gli aggressori, due uomini in scooter, sono fuggiti. Indagano i carabinieri di Torre Annunziata: non esclusa la pista del regolamento di conti.

Un colpo secco nella notte, un fuggi fuggi di ragazzi, poi il silenzio e la corsa disperata in ospedale. Ancora una volta, la provincia di Napoli si risveglia nel dolore di una vita spezzata troppo presto. Un giovane di diciotto anni, incensurato, è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco a Boscoreale, nel cuore dell’area vesuviana, in circostanze che gli investigatori stanno cercando di chiarire.

L’agguato si è consumato in piazza Pace, poco dopo il tramonto. Il ragazzo si trovava in compagnia di un gruppo di amici, quattro o cinque coetanei, quando due persone a bordo di uno scooter si sono avvicinate a tutta velocità. Pochi istanti, poi uno sparo a distanza ravvicinata, diretto ad altezza d’uomo. Il proiettile lo ha colpito sotto l’ascella, provocando una ferita mortale.

Subito dopo gli aggressori si sono dileguati, lasciando la piazza nel panico. I ragazzi hanno tentato di soccorrere l’amico, caricandolo in auto e trasportandolo d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare di Stabia. Ma per il diciottenne non c’è stato nulla da fare: è arrivato in condizioni gravissime e i medici non hanno potuto salvarlo.

Sul posto, e poi in ospedale, sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, che hanno immediatamente avviato le indagini. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nella zona, nella speranza di risalire ai responsabili e ricostruire i movimenti dello scooter.

Resta da chiarire il movente. Al momento non è certo se il giovane fosse il reale obiettivo dell’agguato o se il colpo fosse destinato a qualcun altro del gruppo. Gli inquirenti non escludono nessuna pista, compresa quella di un regolamento di conti, anche se la vittima non aveva precedenti né risultava coinvolta in ambienti criminali.

La morte del diciottenne ha scosso profondamente la comunità di Boscoreale, un territorio che da anni vive un difficile equilibrio tra la quotidianità della vita di provincia e le ferite di una criminalità che continua a segnare il tessuto sociale. In piazza, tra le voci che si rincorrono, c’è sgomento e rabbia: “Era un bravo ragazzo, non aveva nulla a che fare con certi giri”, ripetono i conoscenti.

L’omicidio riapre un capitolo doloroso per l’area vesuviana, dove troppo spesso la violenza armata si abbatte su ragazzi innocenti, vittime collaterali di dinamiche opache o di rivalità che affondano le radici nel degrado e nella marginalità.

I carabinieri continuano le ricerche degli aggressori, mentre la famiglia del giovane attende risposte. Sullo sfondo resta la stessa, terribile domanda che attraversa da anni le cronache di Napoli e della sua provincia: quante altre vite dovranno spezzarsi prima che la violenza smetta di decidere chi può crescere e chi no.

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