Un turno di notte che doveva essere di routine si è trasformato in una tragedia. A Torre del Greco, nel cuore della provincia di Napoli, un violento incidente ha spezzato la vita di Aniello Scarpati, 47 anni, agente della Polizia di Stato, e ha ridotto in gravi condizioni il collega che era con lui a bordo della volante. Lo schianto è avvenuto poco dopo le due del mattino, lungo viale Europa, una strada che costeggia la zona ferroviaria della città, teatro di un impatto tanto improvviso quanto devastante.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, l’incidente non sarebbe avvenuto durante un inseguimento, come ipotizzato inizialmente, ma per una tragica fatalità. Un Suv BMW X4, con a bordo sei persone, avrebbe perso improvvisamente il controllo invadendo la corsia opposta e colpendo in pieno l’auto di servizio degli agenti. L’urto ha proiettato la volante fuori strada, facendola precipitare in un dirupo profondo alcuni metri.
Per Aniello Scarpati non c’è stato nulla da fare: sbalzato dall’abitacolo, è morto praticamente sul colpo. Il collega, estratto dalle lamiere dai soccorritori, è stato trasportato d’urgenza in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono gravi, la prognosi resta riservata.
A bordo del Suv c’erano sei occupanti, tra cui due minorenni. Quattro di loro sono rimasti feriti e si trovano ricoverati in ospedale, mentre il conducente è riuscito a fuggire subito dopo l’impatto. Gli inquirenti lo stanno cercando: su di lui pesa l’accusa di omissione di soccorso e si valuta l’ipotesi di omicidio stradale. La Polizia sta esaminando telecamere di sicurezza e testimonianze per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e individuare il fuggitivo.
Gli investigatori della Scientifica e della Stradale hanno lavorato a lungo sul luogo del disastro. Le immagini dell’auto di servizio accartocciata, giù nel dirupo, raccontano da sole la violenza dello scontro. La zona di viale Europa, poco illuminata e caratterizzata da curve insidiose, è da tempo considerata pericolosa, soprattutto nelle ore notturne.
La storia personale di Aniello Scarpati aggiunge una nota ancora più amara a questa tragedia. L’agente, residente a Portici, sposato e padre di tre figli, non doveva essere in servizio quella notte. Aveva accettato di sostituire un collega impossibilitato a lavorare, offrendo la propria disponibilità come aveva fatto tante volte in passato. Un gesto di generosità e senso del dovere che gli è costato la vita.
Il cordoglio è immediato e unanime. Dalla Questura di Napoli e dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza arrivano parole di vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell’agente caduto.
Il vice ministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, ha espresso in una nota la propria commozione: «Esprimo il mio profondo cordoglio per la morte dell’agente della Polizia di Stato, Aniello Scarpati, caduto in servizio a Torre del Greco. Alla sua famiglia, ai colleghi e alla Polizia di Stato va la mia sincera vicinanza. Nell’augurare pronta guarigione al poliziotto ferito, ricordo che il sacrificio di chi serve lo Stato con dedizione e coraggio resterà per sempre nella memoria di tutti».
Messaggi di solidarietà e dolore stanno giungendo da ogni parte, in un coro bipartisan che attraversa il mondo politico e istituzionale. Dalle forze dell’ordine ai rappresentanti locali, fino ai sindaci dei comuni vesuviani, tutti ricordano l’agente Scarpati come un servitore dello Stato esemplare, stimato per la serietà e la disponibilità.
Nelle prossime ore saranno resi noti i dettagli dei funerali solenni, che si preannunciano come un momento di profonda partecipazione civile e istituzionale.
Intanto, mentre la famiglia piange un marito e un padre, e i colleghi ricordano un amico leale e generoso, la Polizia continua a cercare il responsabile di quella fuga che ha trasformato un incidente in una tragedia.
Nella notte di Torre del Greco, insieme alla vita di Aniello Scarpati, si è infranto anche il senso di sicurezza di un’intera comunità. Ma resta, forte e nitido, l’esempio di un uomo che ha servito lo Stato fino all’ultimo istante, per puro senso del dovere.
