16 Agosto 2026, domenica
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Studentessa adescata su Facebook e molestata dopo un colloquio: arrestato un uomo a Lecce

La giovane, ventenne della provincia di Bari, aveva risposto a un’offerta di lavoro pubblicata sui social. L’incontro si è trasformato in un incubo. L’indagato, un 54enne leccese, è accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate.

Aveva solo vent’anni e cercava un impiego per mantenersi gli studi universitari. Un annuncio su Facebook, un colloquio di lavoro apparentemente innocuo, la promessa di un’occasione. È bastato questo perché una giovane studentessa della provincia di Bari precipitasse in un incubo che ha avuto come teatro la città di Lecce, dove un uomo di 54 anni l’ha condotta con l’inganno per poi molestarla.

Il presunto aggressore, residente nella provincia leccese, è stato arrestato dagli agenti della Divisione Anticrimine e del Commissariato di Monopoli con l’accusa di violenza sessuale e lesioni personali aggravate. L’indagine, coordinata dalla Procura e sviluppata con tempestività nell’ambito della procedura prevista dal “Codice Rosso”, ha permesso di risalire in poche ore all’identità dell’uomo e di bloccarlo prima che potesse allontanarsi o tentare di eliminare prove.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto ha avuto inizio con un annuncio pubblicato dalla ragazza su una pagina Facebook dedicata alla ricerca di lavoro. L’obiettivo era semplice: trovare un impiego part-time per conciliare studio e autonomia economica. Tra le varie risposte ricevute, quella di un uomo che si era presentato come un potenziale datore di lavoro disposto a offrirle un posto come addetta alle pulizie presso la propria abitazione. L’offerta, accompagnata da toni rassicuranti e la disponibilità ad accompagnarla di persona, sembrava credibile.

La giovane, fidandosi, ha accettato di incontrarlo. L’appuntamento è avvenuto a Lecce. L’uomo l’ha condotta nel suo appartamento, che si è poi rivelato un piccolo monolocale privo di finestre. Dopo un breve colloquio, quello che doveva essere un incontro professionale ha assunto contorni inquietanti. Secondo quanto riportato nella denuncia, il 54enne avrebbe cominciato a rivolgerle commenti inopportuni e allusioni esplicite sulla sua bellezza, fino a toccarla contro la sua volontà.

La studentessa, sconvolta e spaventata, è stata poi riaccompagnata a casa dall’uomo. Poche ore dopo, ancora sotto shock, si è recata al pronto soccorso dell’ospedale di Lecce per sottoporsi a visita medica e raccontare quanto accaduto. Da lì è partita la denuncia alla Polizia. Gli agenti hanno immediatamente attivato la procedura d’urgenza prevista dal “Codice Rosso” per i reati di violenza di genere, avviando un’indagine lampo che ha portato, nel giro di poche ore, all’individuazione e all’arresto del sospettato.

Nel corso della perquisizione domiciliare, gli investigatori hanno sequestrato diversi telefoni cellulari, tablet e un paio di manette di libera vendita trovate nell’abitazione dell’uomo. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro per ulteriori accertamenti, al fine di verificare l’eventuale presenza di altri episodi o contatti con potenziali vittime.

La vicenda ha scosso profondamente la comunità locale, riaccendendo l’attenzione sui rischi legati agli annunci di lavoro pubblicati online, spesso utilizzati da individui senza scrupoli per adescare persone in cerca di occupazione. Le autorità hanno ribadito l’importanza di verificare sempre l’affidabilità delle offerte e di evitare incontri privati in luoghi isolati o non conosciuti.

La giovane, assistita da familiari e specialisti, sta ora affrontando il difficile percorso di recupero dopo la violenza subita. L’uomo, intanto, è detenuto a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa delle decisioni del giudice sulle misure cautelari e sugli sviluppi dell’inchiesta.

Un episodio che, ancora una volta, mostra come la ricerca di un lavoro, per tanti giovani e soprattutto per le donne, possa nascondere insidie inaspettate quando si trasforma in terreno di caccia per chi abusa di potere e fiducia. Una vicenda che chiede giustizia ma anche consapevolezza, perché nessuna ambizione professionale dovrebbe mai diventare una trappola.

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