8 Marzo 2026, domenica
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Sparo di Capodanno, condannato il deputato Pozzolo a un anno e tre mesi

Pena sospesa per il parlamentare di ex Fratelli d’Italia. Il Tribunale di Biella lo ha riconosciuto colpevole di porto illegale d’arma, assolto invece per le munizioni a espansione

Il Tribunale di Biella ha condannato a un anno e tre mesi, con pena sospesa, il deputato Emanuele Pozzolo per porto illegale di arma da fuoco. La sentenza chiude, almeno in primo grado, la vicenda giudiziaria legata allo “sparo di Capodanno” avvenuto nella notte tra il 31 dicembre 2023 e il 1° gennaio 2024 a Rosazza, piccolo comune della Valle Cervo, quando un colpo partito da una mini pistola ferì un uomo.

La giudice monocratica ha riconosciuto Pozzolo colpevole del porto abusivo di una North American Arms, una pistola di ridotte dimensioni ma perfettamente funzionante, detenuta senza le necessarie autorizzazioni. È invece caduta l’accusa più grave, quella di porto di munizionamento a espansione, per la quale l’imputato è stato assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”. La Procura aveva chiesto una condanna a un anno e mezzo, ma il tribunale ha ridotto la pena, concedendo anche la sospensione condizionale. L’episodio, fin dall’inizio, aveva destato grande clamore mediatico e politico. Pozzolo, esponente di Fratelli d’Italia e uomo vicino agli ambienti della destra biellese, si trovava a un veglione di Capodanno quando, secondo la ricostruzione, dalla pistola sarebbe partito accidentalmente un colpo che colpì un invitato. Il ferito, soccorso immediatamente, riportò lesioni non gravi, ma l’incidente provocò un’ondata di polemiche che investì anche il partito di Giorgia Meloni, costringendo lo stesso Pozzolo a una difesa pubblica serrata. All’uscita dall’aula, il deputato ha commentato la sentenza con parole di sollievo e di sfida verso la narrazione mediatica degli ultimi mesi: «È stata sgretolata un’altra parte delle accuse che erano state montate dai media», ha dichiarato. Il legale di Pozzolo ha espresso soddisfazione per l’assoluzione relativa alle munizioni, lasciando intendere che la difesa valuterà comunque se ricorrere in appello per ottenere una piena assoluzione. La decisione del Tribunale di Biella chiude un capitolo controverso, ma non mette del tutto la parola fine su una vicenda che ha avuto forti ripercussioni politiche e d’immagine. Resta da capire se il deputato deciderà di impugnare la condanna e in che modo il verdetto influirà sulla sua posizione all’interno del partito e del gruppo parlamentare. Nel frattempo, l’eco dello “sparo di Capodanno” continua a riverberare oltre le aule di giustizia, tra cronaca, politica e responsabilità pubblica.

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