La foto, scattata a Rocca Cencia, mostra un uomo che imbraccia un fucile mitragliatore. Sotto, poche righe dal tono inequivocabile: “Questo è per te, sindaco, e per la tua famiglia. Come ha già buttato la nostra casa, io butterò la sua; tempo al tempo. Lo Stato non mi fa paura”. Il messaggio, diffuso sui social, porta la firma di Silvio Hilicic, esponente della famiglia sinti Komarov-Hilicic, gruppo storicamente legato ai Casamonica e radicato da anni nella periferia est della Capitale. L’intimidazione arriva a tre giorni di distanza dalla demolizione di due ville abusive in via Arzachena 52, nel cuore di Rocca Cencia, simbolo di un potere criminale che per oltre vent’anni aveva occupato quel lembo di territorio.
Dietro le parole minacciose si legge la rabbia per un’operazione che ha colpito non solo l’abusivismo edilizio, ma anche un sistema di controllo informale, fatto di presidi familiari e alleanze con le cosche romane. L’amministrazione capitolina, insieme al Municipio delle Torri, ha dato corso a un piano di ripristino della legalità nelle aree più compromesse della città. E proprio questa azione ha scatenato la reazione violenta di Hilicic, che ha voluto indirizzare il suo messaggio direttamente al sindaco Roberto Gualtieri, prendendo di mira anche i suoi affetti familiari.
L’episodio ha provocato un’ondata immediata di solidarietà politica, trasversale e compatta. “Esprimo la mia più ferma condanna per il grave episodio intimidatorio rivolto al sindaco Gualtieri e alla sua famiglia”, ha dichiarato Sara Battisti, consigliera regionale del Pd del Lazio. “Le minacce e la violenza non possono e non devono mai trovare spazio nel dibattito pubblico, né tantomeno essere una risposta all’azione di legalità portata avanti dalle istituzioni”.
Sulla stessa linea il segretario del Pd Roma, Enzo Foschi: “Colpire chi si impegna ogni giorno per riportare la legalità nei quartieri di Roma significa colpire il lavoro di un’intera amministrazione che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Chi minaccia il sindaco o tenta di intimidirlo non fermerà questo percorso, perché oggi Roma sta riconquistando i suoi spazi e la fiducia dei cittadini grazie a un impegno concreto contro l’illegalità”.
Toni netti anche dall’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, Andrea Tobia Zevi, che ha voluto rimarcare la compattezza delle istituzioni: “Chi pensa di imporre con la violenza la propria legge deve sapere che Roma reagisce unita e compatta, senza arretrare di un passo nella difesa della città e della legalità”.
Dalla segreteria nazionale del Partito Democratico è arrivata la voce di Elly Schlein: “Esprimo la solidarietà e la vicinanza mia personale e di tutta la comunità del PD al sindaco Roberto Gualtieri e alla sua famiglia per le gravissime minacce subite. A Roberto vogliamo dire che non è solo e che tutto il PD è al suo fianco e sostiene la sua opera coraggiosa e determinata”.
Anche il Movimento 5 Stelle e le forze della sinistra hanno espresso pieno sostegno al primo cittadino, condannando un gesto definito “vile” e “inaccettabile”. Il segnale politico è chiaro: la difesa della legalità non è negoziabile e le istituzioni intendono proseguire con fermezza il percorso di risanamento avviato nelle periferie.
Rocca Cencia, da anni terreno di scontro tra abusivismo e tentativi di ripristino della legalità, torna così a essere teatro di tensione. Ma l’immagine del sindaco minacciato e di una città che risponde compatta vuole diventare, per l’amministrazione capitolina, il simbolo di una Roma che non si piega più alle intimidazioni e che sceglie di riaffermare il primato dello Stato sul potere criminale.
