9 Ottobre 2026, venerdì
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Liste d’attesa manipolate all’Ospedale Careggi: dieci specializzandi indagati per interruzione di pubblico servizio

Secondo i Carabinieri del NAS, i giovani medici avrebbero falsato il sistema di prenotazioni per alleggerire i propri turni estivi, saturando le agende del reparto e impedendo a centinaia di pazienti di accedere alle visite. L’Azienda ospedaliera ha collaborato alle indagini. Udienza fissata per febbraio 2027

Dieci medici specializzandi dell’Ospedale Careggi di Firenze sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica, al termine di un’indagine condotta dai Carabinieri del NAS volta a verificare le anomalie nelle liste di attesa di una Unità Operativa Complessa del grande policlinico fiorentino. L’inchiesta, avviata dopo una serie di controlli sulle tempistiche di prenotazione, ha portato alla luce un presunto sistema di manipolazione delle agende del centro, con l’obiettivo di ridurre il carico di lavoro nei mesi estivi.

Dall’esame della documentazione fornita dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, che ha offerto piena collaborazione agli investigatori, è emerso che nel periodo compreso tra luglio e agosto 2023 i medici specializzandi, agendo in concorso tra loro, avrebbero effettuato ripetute registrazioni sul sistema informatico di prenotazione “CUP 2.0”. In particolare, avrebbero inserito numerose prestazioni di visita specialistica e di diagnostica intestate al medesimo paziente, in più giornate e persino nello stesso giorno, nonostante fosse stata effettuata una sola prenotazione reale.

Questo meccanismo, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, avrebbe determinato la saturazione artificiale delle agende, impedendo di fatto ad altri utenti di fissare appuntamenti per le stesse prestazioni. L’effetto è stato quello di bloccare per diversi giorni la possibilità di prenotazione, con gravi disagi per i cittadini che necessitavano di visite mediche.

Il comportamento, concentrato soprattutto nelle prime ore del mattino e durante i mesi estivi, avrebbe consentito ai medici di svolgere giornate lavorative più leggere, riducendo il numero effettivo di pazienti da ricevere. In tal modo, secondo le accuse, sarebbe stato alterato il regolare funzionamento del servizio pubblico, con un impatto stimato su almeno 290 prenotazioni.

La Procura della Repubblica di Firenze, al termine delle indagini coordinate con i Carabinieri del NAS, ha esercitato l’azione penale e fissato l’udienza predibattimentale per il 19 febbraio 2027.

L’inchiesta, ancora oggetto di valutazione da parte dell’Autorità giudiziaria, si inserisce nel più ampio contesto del controllo delle liste d’attesa, una delle questioni più delicate del sistema sanitario nazionale. Le lunghe tempistiche per accedere a visite e prestazioni specialistiche rappresentano da anni uno dei principali motivi di disagio per i cittadini, e la gestione dei turni e delle agende interne è sotto crescente attenzione da parte delle autorità di vigilanza.

L’Azienda ospedaliera Careggi, in una nota, ha ribadito la propria collaborazione con gli inquirenti, sottolineando l’importanza della trasparenza e della corretta gestione dei servizi al pubblico.

Va ricordato che, come previsto dal decreto legislativo 188 del 2021, nessuno dei professionisti coinvolti può essere considerato colpevole fino al pronunciamento di una sentenza definitiva. Tuttavia, l’indagine apre una riflessione più ampia sulla necessità di controlli rigorosi nei sistemi informatici di prenotazione e sull’importanza di garantire l’efficienza e l’equità nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

Il caso Careggi, destinato a far discutere anche per le sue implicazioni etiche e organizzative, mostra come un uso distorto degli strumenti gestionali possa minare il principio di uguaglianza nell’assistenza pubblica, danneggiando prima di tutto i pazienti, ma anche la credibilità di un sistema sanitario che resta tra i più avanzati d’Europa.

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