25 Settembre 2026, venerdì
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Orban: “L’Unione europea non conta nulla. Trump sbaglia su Putin”

Il premier ungherese a Roma attacca Bruxelles e annuncia un viaggio negli Stati Uniti per chiedere al presidente Donald Trump di rimuovere le sanzioni contro la Russia. In Vaticano l’incontro con Papa Leone XIV: al centro del colloquio, il conflitto in Ucraina e la tutela delle comunità cristiane.

Viktor Orban torna a scuotere la diplomazia europea. In visita a Roma, il primo ministro ungherese ha rilasciato dichiarazioni che confermano la sua linea critica nei confronti dell’Unione europea e la volontà di posizionarsi come interlocutore autonomo tra Est e Ovest. “L’Unione europea non conta nulla. Donald Trump sbaglia su Putin, ma andrò da lui per fargli togliere le sanzioni alla Russia”, ha detto Orban in un’intervista a la Repubblica, spiegando che intende recarsi presto negli Stati Uniti per discutere direttamente con il presidente americano.

“Abbiamo appaltato agli americani e ai russi la possibilità di risolvere la guerra. Purtroppo non abbiamo un ruolo. L’Europa è totalmente fuori dai giochi”, ha proseguito il premier, ribadendo la sua visione di un’Europa marginalizzata sul piano geopolitico e incapace di influenzare gli sviluppi del conflitto in Ucraina.

Il leader ungherese, da sempre contrario alle sanzioni contro Mosca, ha criticato l’impatto economico delle misure restrittive sul sistema produttivo europeo: “Presto sarò da Trump per risolvere il problema delle sanzioni al petrolio”, ha affermato, sottolineando come i provvedimenti decisi da Bruxelles abbiano colpito duramente l’economia del continente.

Riferendosi al suo incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Orban ha spiegato che la discussione si è concentrata sul futuro economico dell’Europa. “Il punto importante è il futuro dell’economia europea, perché sulla guerra resta ben poco da fare”, ha dichiarato, indicando la necessità di rilanciare la crescita e di limitare i danni di una crisi che, a suo dire, non può essere risolta con le armi.

L’incontro con Papa Leone XIV

Nel corso della visita romana, Orban è stato ricevuto in udienza da Papa Leone XIV, con il quale ha avuto un colloquio definito “cordiale” dal Vaticano. Successivamente, il premier ungherese ha incontrato anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato.

In una nota diffusa dalla Santa Sede, si sottolinea che l’incontro ha permesso di ribadire “le solide relazioni bilaterali” tra l’Ungheria e il Vaticano e di esprimere “apprezzamento per l’impegno della Chiesa cattolica nel promuovere lo sviluppo sociale e il benessere della comunità ungherese”. Durante il colloquio sono stati toccati temi cari al governo di Budapest, come il sostegno alla famiglia, la formazione dei giovani e la tutela delle comunità cristiane più vulnerabili.

Ampio spazio è stato dedicato alle questioni europee e internazionali, con particolare attenzione alla guerra in Ucraina e alla situazione in Medio Oriente. Il Papa e il premier ungherese hanno condiviso la necessità di cercare soluzioni diplomatiche per mettere fine alle ostilità e favorire percorsi di riconciliazione.

Un leader in controtendenza

Le parole di Viktor Orban confermano la sua posizione di rottura all’interno dell’Unione europea. Da tempo il premier ungherese denuncia la perdita di centralità del Vecchio Continente nelle crisi globali, accusando Bruxelles di seguire in modo passivo la linea di Washington e di non saper costruire una propria strategia autonoma.

La visita a Roma, con gli incontri con Papa Leone XIV e Giorgia Meloni, si inserisce nel suo tentativo di rafforzare le relazioni bilaterali e di accreditarsi come voce alternativa nel dibattito europeo. Allo stesso tempo, l’annunciato viaggio negli Stati Uniti per incontrare Donald Trump, oggi presidente in carica, segnala la volontà di Orban di influire direttamente sulle scelte della nuova amministrazione americana in materia di politica estera e di sanzioni.

Il premier ungherese, da sempre fautore di una linea pragmatica e di un dialogo aperto con Mosca, si propone come mediatore tra i blocchi contrapposti, ma le sue posizioni continuano a dividere profondamente l’Unione europea. C’è chi lo considera un realista che tenta di riportare la politica internazionale su un terreno di equilibrio e chi, al contrario, vede in lui un alleato scomodo, capace di indebolire la compattezza del fronte occidentale.

Tra Roma, Washington e Budapest, Orban continua così a muoversi in equilibrio tra provocazione e calcolo politico, cercando di ritagliarsi un ruolo da protagonista in un’Europa che lui stesso descrive come “fuori dai giochi”.

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