7 Ottobre 2026, mercoledì
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Colpo al Louvre, svolta nelle indagini: arrestati due sospettati

Bloccati tra Parigi e l’aeroporto di Roissy-Charles de Gaulle. Uno dei fermati tentava di imbarcarsi per l’Algeria. Gli inquirenti li considerano parte della banda che ha trafugato i gioielli della Galleria di Apollo.

PARIGI – A una settimana esatta dal clamoroso furto al Museo del Louvre, le indagini compiono una svolta decisiva. Due uomini, sospettati di appartenere alla banda che ha sottratto preziosi gioielli dalla celebre Galleria di Apollo, sono stati fermati sabato sera in un’operazione coordinata della polizia francese. I due, entrambi originari della regione della Senna-Saint-Denis, erano da giorni sotto sorveglianza degli investigatori, che temevano un tentativo di fuga all’estero.

L’operazione è scattata all’improvviso dopo che gli agenti hanno notato movimenti sospetti: uno dei due indagati, infatti, stava per imbarcarsi su un volo diretto in Algeria all’aeroporto di Roissy-Charles de Gaulle. Il fermo è avvenuto pochi minuti prima della partenza, in un intervento rapido e senza incidenti. Poche ore dopo, il presunto complice è stato bloccato nella periferia parigina, dove si nascondeva. Entrambi risultano già noti alle forze dell’ordine per una serie di furti e rapine commesse negli ultimi anni.

Secondo le prime ricostruzioni, i due uomini farebbero parte di un gruppo di quattro persone che, lo scorso fine settimana, avrebbe messo a segno il furto nella storica galleria del Louvre. L’azione, condotta con estrema precisione, sarebbe avvenuta utilizzando un montacarichi interno, dettaglio che lascia ipotizzare una conoscenza approfondita della struttura e dei suoi meccanismi di sicurezza. Un colpo studiato nei minimi particolari, tanto da far pensare a professionisti del crimine abituati a operazioni su commissione.

Gli inquirenti ritengono che la refurtiva – una serie di gioielli di inestimabile valore appartenenti alla collezione del museo – possa essere già uscita dal territorio francese, forse diretta verso il Nord Africa o l’Europa dell’Est, canali tradizionalmente utilizzati per piazzare opere e oggetti rubati. Le indagini proseguono per individuare gli altri due membri della banda e, soprattutto, per recuperare il bottino.

I due arrestati sono stati trasferiti nei locali della brigata anticrimine di Parigi. In base alla legge francese, potranno essere trattenuti in stato di fermo per un massimo di 96 ore, periodo durante il quale verranno interrogati dagli investigatori della sezione antirapina, specializzata nei crimini contro il patrimonio artistico. Gli inquirenti puntano a chiarire il ruolo preciso dei due sospettati nell’organizzazione del colpo e a risalire ai mandanti.

Il furto, che ha scosso l’opinione pubblica francese e internazionale, rappresenta uno dei più audaci mai avvenuti nel cuore di Parigi. La Galleria di Apollo, celebre per ospitare parte del Tesoro della Corona di Francia, è una delle sale più iconiche del Louvre. L’intrusione e la sottrazione dei gioielli hanno messo in discussione le misure di sicurezza del museo, spingendo la direzione a rafforzare i protocolli di sorveglianza e a collaborare strettamente con la polizia giudiziaria.

A Parigi, l’eco del furto continua a risuonare come un campanello d’allarme per la protezione del patrimonio culturale. Le prossime ore, con gli interrogatori in corso e nuovi possibili arresti, potrebbero essere decisive per svelare i contorni di un’operazione criminale che, per audacia e organizzazione, ricorda i grandi colpi d’autore della capitale francese.

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