2 Ottobre 2026, venerdì
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Ebola, il Congo vede la luce: l’ultimo paziente dimesso, inizia il conto alla rovescia per la fine dell’epidemia

Dopo mesi di paura e di lotta contro uno dei virus più letali conosciuti, la Repubblica Democratica del Congo intravede la fine dell’incubo Ebola.

L’ultimo paziente colpito dall’epidemia scoppiata lo scorso settembre è stato dimesso dall’ospedale, un segnale di speranza che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha salutato con prudente ottimismo. Ora comincia il conto alla rovescia dei 42 giorni — due volte il periodo massimo di incubazione del virus — al termine dei quali, se non si registreranno nuovi contagi, potrà essere dichiarata ufficialmente conclusa l’emergenza.

Secondo i dati diffusi dall’Oms, l’epidemia ha coinvolto complessivamente 64 persone: 53 casi confermati in laboratorio e 11 classificati come probabili. I decessi sono stati 45, di cui 34 accertati, per un tasso di letalità che supera il 70 per cento. Numeri che confermano la straordinaria aggressività del virus, capace di colpire in modo devastante anche in contesti dove l’assistenza sanitaria è stata rafforzata negli ultimi anni.

L’epidemia era scoppiata nella provincia di Nord Kivu, una delle aree più difficili del Paese, dove l’instabilità politica e la presenza di gruppi armati hanno spesso ostacolato la risposta sanitaria. Le squadre dell’Oms e del Ministero della Salute congolese hanno operato in condizioni complesse, tra sfide logistiche e diffidenza delle comunità locali, ma sono riuscite a circoscrivere rapidamente la diffusione dell’infezione grazie a un mix di strategie collaudate: isolamento precoce dei casi, tracciamento dei contatti e uso mirato del vaccino rVSV-ZEBOV, già impiegato con successo nelle precedenti ondate.

Per la Repubblica Democratica del Congo, teatro di numerose epidemie di Ebola negli ultimi decenni, la prospettiva di chiudere questa ennesima emergenza rappresenta un passaggio simbolico e concreto verso una maggiore resilienza sanitaria. Gli esperti, tuttavia, invitano alla cautela: anche dopo la dichiarazione ufficiale di fine epidemia, la sorveglianza dovrà restare alta per prevenire eventuali recrudescenze o nuovi focolai.

L’Oms, attraverso la sua rappresentanza a Kinshasa, ha espresso riconoscenza al personale medico locale e internazionale che ha lavorato senza sosta per curare i pazienti e contenere la diffusione del virus. “Ogni epidemia di Ebola è una prova di forza per il sistema sanitario e per le comunità coinvolte”, ha ricordato un portavoce dell’organizzazione. “Il fatto che oggi il Congo possa guardare a un futuro libero dal virus è il risultato del coraggio, della cooperazione e della scienza.”

Se nei prossimi 42 giorni non emergeranno nuovi casi, la Repubblica Democratica del Congo potrà finalmente voltare pagina. E la fine di questa epidemia sarà non solo un successo per la sanità pubblica nazionale, ma anche una conferma della capacità di risposta globale di fronte a una delle malattie più temute al mondo.

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