13 Giugno 2026, sabato
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Mosca accusa l’Unione Europea: “Vuole sabotare il vertice tra Putin e il presidente Trump”

Torna la tensione tra Russia e Occidente. Mosca attacca Bruxelles e la NATO, accusandole di voler impedire l’incontro fra Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti. Sofia apre al passaggio aereo per il leader russo. Trump: “Ho chiesto a Mosca di fermare gli attacchi contro i civili”.

MOSCA – A poche settimane dalla possibile apertura di un dialogo diretto tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, le accuse lanciate da Mosca scuotono la diplomazia internazionale. Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha puntato il dito contro l’Unione Europea e la NATO, accusate di lavorare attivamente per impedire l’organizzazione del vertice.

“I Paesi che compongono l’UE e l’Alleanza Atlantica stanno cercando di ostacolare ogni iniziativa di dialogo. Questo è l’unico obiettivo della loro politica estera”, ha dichiarato Ryabkov. “Sono la forza più distruttiva sulla scena internazionale. Non c’è da stupirsi se si dedicano a ogni forma di sabotaggio”.

Le dichiarazioni arrivano in un momento già segnato da tensioni diplomatiche crescenti, mentre si lavora per fissare i dettagli del possibile incontro a Budapest fra i due leader. Secondo fonti diplomatiche, il vertice – ancora in fase di definizione – sarebbe stato oggetto di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio. Entrambe le parti, pur mantenendo riservatezza sui contenuti, hanno descritto la conversazione come “costruttiva”.

Nel frattempo, Mosca ha smentito le notizie diffuse dalla CNN secondo cui l’incontro sarebbe stato rinviato. “Non possiamo rimandare qualcosa che non è mai stato ufficialmente concordato”, ha chiarito nuovamente Ryabkov, respingendo l’ipotesi che il processo diplomatico sia già in stallo.

Sul fronte logistico, la Bulgaria ha annunciato di essere pronta a fornire un corridoio aereo per Vladimir Putin, qualora gli fosse necessario raggiungere Budapest. La disponibilità è stata confermata dal ministro degli Esteri bulgaro, Stefan Georgiev, che ha spiegato come il governo di Sofia intenda favorire un dialogo bilaterale se ritenuto utile alla stabilizzazione internazionale.

Nel mezzo delle polemiche, è intervenuto lo stesso presidente Trump, che ha confermato di aver chiesto a Mosca di fermare gli attacchi contro i civili ucraini. “Ho detto alla Russia che colpire obiettivi civili non è accettabile”, ha dichiarato. Ma non ha nascosto un certo pessimismo sul futuro della guerra: “L’Ucraina potrebbe ancora vincere, ma non credo che ci riuscirà”, ha aggiunto.

Il possibile vertice tra Trump e Putin si inserisce in un contesto estremamente fluido, in cui l’equilibrio internazionale è messo a dura prova dalla prosecuzione del conflitto ucraino e dalle profonde divergenze tra Russia e Occidente. Per Mosca, un incontro con l’attuale presidente americano rappresenterebbe un’occasione strategica per ridefinire i rapporti con Washington, rompendo l’isolamento e cercando un nuovo assetto delle relazioni globali.

Ma l’ipotesi del summit preoccupa Bruxelles. L’Unione Europea guarda con sospetto alla possibilità di un negoziato bilaterale tra i due leader, temendo che possa avvenire ai margini – o a scapito – delle istituzioni multilaterali e del sostegno compatto finora garantito a Kiev.

A rafforzare queste preoccupazioni, vi è il fatto che il canale di comunicazione principale si stia sviluppando direttamente tra Mosca e Washington, senza il coinvolgimento degli alleati europei. L’attivismo diplomatico del presidente Trump, in questo senso, rompe con la linea adottata dalle precedenti amministrazioni, e sottolinea il suo desiderio di recuperare un ruolo centrale nella gestione della crisi.

La Russia, dal canto suo, continua a denunciare quella che definisce una “strategia del sabotaggio” da parte dell’Occidente, e in particolare dell’Unione Europea. Secondo Mosca, qualsiasi tentativo di dialogo viene visto con ostilità e bloccato prima ancora di prendere forma.

Il quadro che si delinea è quello di un riassetto geopolitico in corso, dove ogni iniziativa diplomatica viene letta alla luce della sfida di potere tra blocchi contrapposti. Il vertice di Budapest, se confermato, potrebbe diventare un momento spartiacque: o una svolta verso la distensione o l’ennesimo fronte di divisione tra le potenze mondiali.

Per ora, le intenzioni sono chiare, ma il percorso è tutt’altro che privo di ostacoli. Se il presidente degli Stati Uniti e il presidente russo si incontreranno davvero, sarà un evento destinato a lasciare un segno duraturo sugli equilibri internazionali.

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