Una sera di ottobre si è trasformata in tragedia per tre giovani travolti da un treno alla stazione ferroviaria di Trecate, in provincia di Novara. Uno di loro è morto sul colpo, un altro versa in gravi condizioni, il terzo è sotto shock. Secondo le prime ricostruzioni, i ragazzi – tutti poco più che ventenni, presumibilmente di nazionalità straniera – avevano appena lasciato un convoglio e, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, hanno attraversato i binari. Proprio in quel momento, sul binario adiacente, stava sopraggiungendo un treno diretto a Milano, che li ha investiti.
Il drammatico incidente si è verificato intorno alle 18 di venerdì. La scena è apparsa da subito estremamente complessa: i soccorritori, giunti tempestivamente, hanno potuto solo constatare il decesso di uno dei giovani. Il secondo è stato trasportato d’urgenza in ospedale in condizioni critiche, mentre il terzo – illeso fisicamente ma profondamente scosso – non è stato in grado di fornire una versione coerente dei fatti. Le sue condizioni psicologiche hanno reso impossibile raccogliere testimonianze immediate.
Le difficoltà investigative sono aggravate dalla mancanza di documenti identificativi: nessuno dei tre ragazzi ne era in possesso al momento dell’impatto, e si ipotizza che possano essersi persi o distrutti nel violento urto con il convoglio. Al momento, le forze dell’ordine stanno tentando l’identificazione attraverso altri canali. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, insieme al personale dell’Autorità Giudiziaria, per effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
La stazione di Trecate, secondo comune per popolazione della provincia dopo Novara, conta due binari collegati da un sottopassaggio pedonale. Al momento dell’incidente, i pochi passeggeri presenti si erano già allontanati utilizzando il sottopassaggio, e non si trovano testimoni oculari diretti della scena. Si presume che i tre giovani abbiano deciso di attraversare i binari a piedi, una manovra pericolosa e vietata, forse sottovalutando l’arrivo del secondo treno, l’Intercity 797 Torino Porta Nuova–Salerno.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, quella più accreditata suggerisce che il ragazzo deceduto sia stato colpito in pieno dal convoglio, mentre il ferito grave sarebbe stato solo sfiorato, pur riportando conseguenze serie. Il terzo, che inizialmente sembrava illeso, potrebbe invece essere stato colpito da un oggetto scagliato a forte velocità – forse una pietra o un frammento metallico – sollevato dalla violenza dello spostamento d’aria provocato dal treno in corsa.
L’incidente ha avuto ripercussioni immediate sul traffico ferroviario: la circolazione sulla linea Milano-Torino è stata temporaneamente sospesa per consentire gli accertamenti e il recupero delle vittime. Trenitalia ha informato i passeggeri attraverso il proprio sito, segnalando ritardi e cancellazioni su numerosi collegamenti regionali e intercity. In particolare, il treno Intercity 797 non ha effettuato fermate intermedie a Torino Porta Susa, Vercelli, Novara e Milano.
Il caso ha richiamato l’attenzione anche del governo. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso «profondo cordoglio per la tragedia che si è consumata in provincia di Novara», sottolineando che, stando alle prime informazioni, le persone coinvolte «si trovavano sui binari senza autorizzazione». Salvini ha chiesto una relazione dettagliata su quanto accaduto, e ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime.
Il dolore per questa tragedia si unisce ora alla necessità di fare chiarezza. Le indagini dovranno stabilire non solo le identità dei giovani coinvolti, ma anche le motivazioni che li hanno spinti a compiere un gesto tanto pericoloso. Emergono interrogativi anche sulla sicurezza della stazione e sulla visibilità dei segnali di avvertimento per i passeggeri, così come sull’effettiva presenza di barriere o altri sistemi di dissuasione contro l’attraversamento dei binari.
Quel che è certo è che l’incidente di Trecate solleva ancora una volta l’urgenza di sensibilizzare sul rispetto delle norme di sicurezza ferroviaria. In Italia, ogni anno, decine di persone perdono la vita o restano ferite a causa di comportamenti imprudenti in prossimità dei binari. Spesso si tratta di semplici distrazioni, altre volte di gesti consapevoli ma sottovalutati, in un contesto in cui l’altissima velocità dei convogli e il breve preavviso del loro arrivo lasciano margini di manovra inesistenti.
La giornata si è conclusa con il ripristino parziale della circolazione, ma resta l’amaro di una tragedia che forse si poteva evitare. E che ora, oltre al dolore, lascia dietro di sé molte domande ancora senza risposta.
