4 Ottobre 2026, domenica
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Trump e Putin al telefono alla vigilia dell’incontro con Zelensky: tensione altissima tra Washington, Mosca e Kiev

Mentre Donald Trump e Vladimir Putin si confrontano in una telefonata riservata, l’Ucraina subisce un nuovo, devastante attacco notturno. Domani alla Casa Bianca l’atteso faccia a faccia tra il presidente americano e Volodymyr Zelensky. Berlino: “Putin sbaglia i calcoli, non ci lasceremo intimidire”.

È in corso una telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, un colloquio carico di tensione e significati politici che avviene alla vigilia dell’atteso incontro di domani alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Secondo fonti diplomatiche, il contatto tra i due leader arriva in un momento di forte escalation sul fronte orientale, con Kiev che nella notte ha subito uno degli attacchi più intensi delle ultime settimane.

A darne notizia è stato lo stesso Zelensky, che in un messaggio su Telegram ha denunciato “un attacco russo nella notte con oltre 300 droni e 37 missili”, specificando che le offensive hanno colpito “infrastrutture energetiche e obiettivi civili”. Le esplosioni hanno provocato blackout diffusi e ingenti danni in diverse regioni del Paese, aggravando ulteriormente la situazione energetica già compromessa dopo mesi di bombardamenti mirati.

Il colloquio tra Trump e Putin, confermato dalle rispettive cancellerie ma senza dettagli ufficiali, rappresenta il primo contatto diretto tra i due leader da quando il presidente americano ha riaffermato la volontà di “porre fine al conflitto attraverso un negoziato realistico ma fermo”. Una formula che, secondo gli osservatori, lascia aperte interpretazioni contrastanti: da un lato la possibilità di un’iniziativa diplomatica volta a congelare il conflitto, dall’altro il timore di concessioni che potrebbero indebolire Kiev.

Domani, alla Casa Bianca, Trump incontrerà Zelensky in un vertice considerato cruciale per il futuro del sostegno occidentale all’Ucraina. Sul tavolo, oltre alle forniture militari e ai finanziamenti per la ricostruzione, anche la posizione di Washington rispetto ai futuri assetti territoriali e alle prospettive di un cessate il fuoco.

L’Europa segue con attenzione e una certa inquietudine gli sviluppi. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in un intervento durissimo, ha condannato gli attacchi russi della notte, sottolineando che “Putin conta sulla paura per paralizzare una società libera e minare la nostra volontà di agire con decisione”. E ha aggiunto: “Ha sbagliato i calcoli. Non ci lasceremo intimidire. Non permetteremo che la nostra società libera venga sconvolta da attacchi ibridi”.

Mentre le cancellerie occidentali cercano di interpretare il senso e la portata del contatto tra Washington e Mosca, l’Ucraina continua a fare i conti con un conflitto che, dopo quasi tre anni, non accenna a rallentare. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche – strategia ormai costante del Cremlino – mirano a indebolire la resistenza civile, lasciando città intere al buio e milioni di persone senza riscaldamento, alla vigilia dell’inverno.

In questo quadro, la conversazione tra Trump e Putin assume il valore di un segnale politico che potrebbe anticipare una nuova fase del confronto internazionale: o il preludio a un tentativo di distensione, o il preludio a nuove tensioni tra le due superpotenze, con l’Ucraina ancora una volta al centro del gioco geopolitico globale.

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