Un nuovo, inquietante capitolo si aggiunge al mistero che da giorni scuote il Veneto. Nelle acque del fiume Sile, in località Silea, nel Trevigiano, è stata rinvenuta un’auto con all’interno i corpi senza vita di un uomo e di una donna. Il ritrovamento, avvenuto nella mattinata di giovedì, apre scenari drammatici e ancora tutti da chiarire.
Secondo le prime informazioni, la vettura è risultata intestata alla figlia della 77enne trovata morta il 10 ottobre nello stesso tratto del Sile. Un collegamento che, se confermato, potrebbe svelare un intreccio familiare e temporale dalle implicazioni tragiche. I due corpi rinvenuti nel veicolo potrebbero appartenere a una donna di 55 anni e a un uomo di 52, entrambi residenti a Mirano, in provincia di Venezia, e scomparsi da diversi giorni.
Le ricerche erano scattate subito dopo la denuncia della loro sparizione, presentata il 9 ottobre. La scoperta dell’auto nel fiume è arrivata quasi per caso, durante le operazioni di monitoraggio condotte dai Vigili del fuoco e dai sommozzatori, già impegnati nella zona per accertare le cause della morte della 77enne.
Il veicolo è stato individuato grazie alle segnalazioni di alcuni residenti che avevano notato strani movimenti lungo l’argine e lievi increspature sull’acqua, compatibili con un’auto finita in profondità. Una volta riportata a riva, la drammatica conferma: all’interno, due corpi privi di vita, bloccati tra i sedili e le lamiere.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Treviso, il magistrato di turno e il medico legale. Gli inquirenti stanno ora lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti: se si sia trattato di un incidente, di un gesto volontario o di un evento di altra natura. Gli accertamenti tecnico-scientifici e l’esame autoptico, che sarà disposto nelle prossime ore, dovranno fornire risposte decisive.
L’ipotesi che le tre morti — quella della 77enne e quelle, presumibilmente, dei due congiunti — siano collegate è al momento al vaglio degli investigatori. La coincidenza dei luoghi, delle date e dei legami familiari alimenta i sospetti di una vicenda unitaria, segnata da un drammatico susseguirsi di eventi.
Intanto la comunità di Mirano è sconvolta. I tre, molto conosciuti in paese, erano descritti come persone tranquille e riservate. «È una tragedia che lascia tutti senza parole», raccontano alcuni vicini di casa.
Nelle prossime ore si attendono conferme ufficiali sull’identità delle vittime e ulteriori sviluppi dalle indagini coordinate dalla Procura di Treviso. Quel che è certo è che il Sile, silenzioso e calmo nella sua apparenza, custodiva da giorni il segreto di un dramma familiare che ora comincia a emergere dalle acque.
