5 Ottobre 2026, lunedì
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Frode sul Superbonus 110% ad Alessandria: 24 denunciati, sequestrati beni per oltre 9 milioni

Un'indagine della Guardia di Finanza ha svelato un sofisticato meccanismo di truffa per ottenere indebitamente i crediti fiscali del Superbonus. Coinvolti imprenditori e professionisti. Contratti fittizi per eludere la legge e monetizzare vantaggi fiscali mai maturati.

Alessandria – Un articolato sistema di frode fiscale è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Alessandria, al termine di un’indagine complessa coordinata dalla Procura della Repubblica. Ventiquattro persone, tra imprenditori del settore edile e professionisti, sono state denunciate per truffa aggravata ai danni dello Stato e indebita percezione di crediti d’imposta legati al Superbonus 110%, la misura straordinaria introdotta per sostenere la riqualificazione energetica e sismica degli edifici.

Il danno economico accertato supera i 9 milioni di euro, somma per la quale sono stati disposti sequestri preventivi su beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, sia in Italia sia all’estero.

Il meccanismo della frode

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe creato un sistema strutturato basato su contratti fittizi di comodato d’uso gratuito e di usufrutto, stipulati con l’unico scopo di eludere i vincoli normativi previsti dal Superbonus. I contratti venivano utilizzati per dimostrare, formalmente, il possesso dei requisiti per accedere all’agevolazione, anche in assenza di un reale diritto.

Attraverso queste finte intestazioni e una rete di società – alcune delle quali vere e proprie cartiere, cioè prive di attività economica reale – venivano emesse fatture per lavori edilizi mai realizzati o sovrastimati, al fine di generare crediti fiscali da monetizzare rapidamente mediante la cessione a terzi.

In questa operazione erano coinvolti anche tecnici abilitati, consulenti fiscali e notai compiacenti, incaricati di redigere asseverazioni e documentazioni tecniche necessarie per rendere apparentemente regolari le pratiche.

Professionisti e imprenditori sotto inchiesta

Tra gli indagati figurano imprenditori del comparto edile, intermediari finanziari, architetti, ingegneri e fiscalisti, che – secondo l’accusa – avrebbero avuto un ruolo attivo nella progettazione e gestione della frode. Il fine era quello di ottenere in tempi rapidi crediti fiscali virtuali, da trasformare in liquidità attraverso canali ufficiali, approfittando delle maglie larghe iniziali del sistema di controlli.

L’indagine, partita da segnalazioni incrociate tra enti locali e Agenzia delle Entrate, ha richiesto mesi di approfondimenti su documentazione catastale, pratiche edilizie, atti notarili e movimentazioni bancarie.

Il sequestro, disposto dal gip, ha riguardato non solo conti correnti e immobili situati nella provincia di Alessandria, ma anche disponibilità finanziarie depositate in istituti di credito esteri, principalmente in paesi dell’Unione Europea.

Un sistema che si sta evolvendo

L’operazione si inserisce in un più ampio filone di controlli a livello nazionale sulle agevolazioni edilizie, avviati anche in seguito ai numerosi casi di abusi scoperti negli ultimi anni. Secondo stime ufficiali, le frodi legate al Superbonus e ad altri bonus edilizi hanno prodotto un danno potenziale alle casse dello Stato di oltre 6 miliardi di euro.

Ma, come sottolineano le stesse autorità inquirenti, la frode scoperta ad Alessandria riguarda un numero limitato di soggetti. Si tratta di una minoranza di “furbi”, che hanno tentato di piegare una misura pensata per il bene collettivo alle proprie logiche di profitto personale.

Il Superbonus tra luci e ombre

Pur con tutti i suoi limiti e le distorsioni che alcuni hanno cercato di sfruttare, il Superbonus 110% ha rappresentato uno strumento centrale per il rilancio dell’economia italiana dopo la pandemia, contribuendo in modo determinante alla ripresa del comparto edilizio, al miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili e alla crescita del PIL nazionale.

Non a caso, la misura – introdotta nel 2020 – ha trovato ampio consenso trasversale anche tra le forze politiche che in un secondo momento ne hanno criticato alcuni effetti collaterali. Lo stesso Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pur avendone contestato la sostenibilità in certi passaggi, ha beneficiato personalmente del Superbonus per lavori effettuati su un immobile di famiglia.

E non è stata la sola. Diversi esponenti politici, di maggioranza e opposizione, hanno utilizzato la misura per ristrutturare le proprie abitazioni. Tra questi anche Matteo Salvini, leader della Lega, finito al centro delle cronache per un uso controverso dell’agevolazione, seppur formalmente lecito.

Il caso di Alessandria, dunque, non deve diventare un pretesto per demonizzare il Superbonus nel suo complesso. Gli abusi – gravi e da perseguire con determinazione – restano comunque circoscritti a una minoranza di soggetti che hanno approfittato delle falle iniziali del sistema. La grande maggioranza dei cittadini e delle imprese ha fatto un uso corretto e trasparente dello strumento, cogliendone appieno le opportunità e contribuendo a una fase di ripresa economica senza precedenti in tempi recenti.

Conclusione

Il Superbonus 110% ha avuto un impatto reale e tangibile sull’economia del Paese. Ha riattivato cantieri, generato occupazione, favorito l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici. Come ogni grande misura emergenziale, ha richiesto – e richiede – un continuo lavoro di aggiustamento e vigilanza, per evitare abusi come quello smascherato ad Alessandria.

Ma non è con la criminalizzazione dello strumento che si risolvono i problemi. È con controlli efficaci, norme chiare e responsabilità condivise tra istituzioni, imprese e cittadini che si può continuare a garantire il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, senza rinunciare agli strumenti che hanno dimostrato di saper rilanciare concretamente il Paese.

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