Roberto Occhiuto si conferma alla guida della Regione Calabria con un risultato ampio e inequivocabile. A poche ore dalla chiusura dei seggi, lo spoglio ha evidenziato un margine solido e immediatamente insormontabile per gli sfidanti: il presidente uscente, sostenuto da un centrodestra compatto, ha raccolto oltre il 61% delle preferenze, lasciando poco spazio alle ambizioni del candidato progressista Pasquale Tridico, che si è fermato sotto il 38%. Marginale la performance di Francesco Toscano, fermo sotto l’1%.
Le prime proiezioni, confermate dalle percentuali reali man mano che lo scrutinio avanzava, non hanno lasciato dubbi sull’esito finale. La coalizione guidata da Occhiuto ha centrato un successo che si traduce anche in un risultato politicamente significativo: Forza Italia si conferma primo partito in regione, davanti al Partito Democratico, Fratelli d’Italia, Lega e Movimento 5 Stelle.
A suggellare l’ampiezza della vittoria è stato lo stesso Tridico, che ha scelto di congratularsi con l’avversario già due ore dopo l’inizio dello spoglio. Una mossa che, nella sua rapidità, ha certificato la portata del distacco tra i due principali candidati.
Una campagna-lampo e un esito senza sorprese
Le elezioni si sono svolte in tempi molto ristretti. La decisione di andare al voto anticipato, seguita alle dimissioni di Occhiuto in seguito alla notizia di un’indagine per corruzione, ha dato il via a una campagna elettorale breve ma intensissima. L’accusa, tuttora oggetto di approfondimento giudiziario, non ha però intaccato il consenso del presidente uscente, che ha condotto la sua corsa verso la riconferma mantenendo un profilo alto, forte anche dei numeri dell’amministrazione.
“È stato sconfitto chi voleva batterci per via giudiziaria”, ha dichiarato Occhiuto, intervenuto a spoglio ancora in corso. Le sue parole, pronunciate dal comitato elettorale in un clima di festa, hanno dato il tono a una vittoria rivendicata come legittimazione politica e personale, nonostante le ombre giudiziarie.
Il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, presente al fianco del governatore rieletto, ha parlato di “successo del centrodestra unito”, sottolineando la leadership del suo partito nella coalizione. Non è mancata una stoccata alla Lega, relegata in Calabria a un ruolo marginale: “Siamo stabilmente la seconda forza del centrodestra”, ha rimarcato.
Giorgia Meloni ha commentato il risultato definendolo “il riconoscimento del buongoverno”, a conferma di una fiducia elettorale che si è consolidata nel tempo, anche grazie alla collaborazione tra il livello regionale e quello nazionale.
Tridico incassa e guarda avanti
L’ex presidente dell’Inps ha scelto toni distesi e istituzionali nel riconoscere la sconfitta. “Dispiace per il risultato, che non ci aspettavamo con queste dimensioni”, ha ammesso, ringraziando chi lo ha sostenuto e rivendicando il significato di una candidatura nata, a suo dire, per spirito di servizio.
Nel suo lungo messaggio post-elettorale, Tridico ha tracciato un bilancio lucido: “Sapevamo che sarebbe stata una battaglia difficile, ma l’ho fatto per chi ancora crede nel cambiamento, per chi meritava almeno una voce diversa”. Nessun rimpianto, quindi, per un impegno vissuto come atto di responsabilità civile e personale verso la propria terra. Tridico ha poi posto l’accento sulla necessità di una nuova strategia di sviluppo per il Mezzogiorno, fondata su investimenti pubblici e politiche industriali.
Il presidente del Movimento 5 Stelle ha espresso pubblicamente il suo sostegno al candidato: “Pasquale ha accettato una sfida in salita, in condizioni difficili, per amore della sua terra”, ha dichiarato, rivolgendo un ringraziamento e un invito alla riflessione sul crescente distacco dei cittadini dalla politica.
Un dato che preoccupa: l’astensionismo
A fronte di un risultato così netto, il dato che più colpisce è quello dell’affluenza. Solo il 43,14% degli aventi diritto si è recato alle urne, in calo rispetto al già modesto 45% registrato nella precedente tornata del 2021. Una tendenza che conferma un progressivo allontanamento della popolazione calabrese dalla partecipazione politica attiva.
Il tema è stato sollevato da più parti: da Tridico, che ha definito il dato “un segnale che deve far riflettere tutti, non solo chi ha perso”, e dallo stesso Conte, che ha parlato di “cittadini sempre più disillusi, che non credono più che la politica possa fare la differenza”.
Il futuro della Regione riparte da una riconferma che è anche una sfida: quella di dimostrare che la fiducia ricevuta potrà tradursi in un governo stabile, concreto e capace di affrontare le molte urgenze sociali, economiche e infrastrutturali che la Calabria continua a vivere.
