7 Ottobre 2026, mercoledì
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Una donna alla guida della Chiesa d’Inghilterra: Sarah Mullally nuovo arcivescovo di Canterbury

La nomina storica arriva in un momento delicato per la comunità anglicana, scossa da scandali di abusi e accuse di insabbiamenti. Per la prima volta, dopo 105 uomini, una donna assume il primato spirituale di 85 milioni di fedeli nel mondo.

La Chiesa d’Inghilterra compie una svolta storica: per la prima volta sarà guidata da una donna. Il Sinodo ha eletto il vescovo Sarah Mullally alla carica di arcivescovo di Canterbury, massima autorità spirituale della comunità anglicana, seconda solo al sovrano britannico che resta il capo nominale della Chiesa. Con questa scelta, che segue una linea di profonda discontinuità rispetto al passato, Mullally diventa la prima donna a ricoprire un ruolo finora affidato esclusivamente a uomini: ben 105 predecessori la separano dall’inizio di questa tradizione secolare.

La decisione arriva in un frangente particolarmente delicato per la Chiesa anglicana, travolta da scandali di abusi sessuali, pedofilia e accuse di sistematico insabbiamento. Diversi prelati sono stati coinvolti negli ultimi anni in inchieste che hanno minato la credibilità dell’istituzione, con un’ondata di indignazione pubblica che ha spinto le gerarchie ecclesiastiche a un cambio di passo. Tra gli ecclesiastici finiti al centro delle indagini vi è anche il predecessore di Mullally, Justin Welby, che lo scorso novembre aveva annunciato le proprie dimissioni. Un’inchiesta indipendente aveva infatti accertato che Welby non aveva informato la polizia di episodi di violenza fisica e sessuale commessi da un volontario durante un campo estivo cristiano, pur essendone venuto a conoscenza.

La figura di Sarah Mullally viene così investita di una duplice responsabilità: da un lato la missione di ricostruire la fiducia dei fedeli e dell’opinione pubblica dopo anni di scandali, dall’altro la necessità di guidare una Chiesa attraversata da tensioni interne, soprattutto sul piano dottrinale. Le divisioni più profonde riguardano il ruolo delle donne nelle gerarchie ecclesiastiche e il riconoscimento delle persone LGBTQ+, temi che da anni animano il dibattito nella comunione anglicana e che rischiano di generare nuove fratture tra le diverse anime della comunità.

Con i suoi 85 milioni di fedeli distribuiti in tutto il mondo, la Chiesa anglicana guarda dunque a questa nomina come a una possibile occasione di rinnovamento, ma anche come a una sfida complessa. Sarah Mullally dovrà conciliare l’esigenza di dare un segnale chiaro di discontinuità con il peso di una tradizione millenaria e con la necessità di garantire l’unità di una comunità globale.

L’elezione di Mullally segna un passaggio epocale nella storia del cristianesimo anglicano e offre un messaggio forte non soltanto all’interno della Chiesa d’Inghilterra, ma anche nel più ampio panorama religioso internazionale. Per la prima volta, il volto dell’arcivescovado di Canterbury è quello di una donna, chiamata a traghettare l’istituzione fuori dalla crisi più difficile della sua epoca recente.

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