7 Ottobre 2026, mercoledì
HomeItaliaCronacaRapine in villa con finti blitz della Guardia di Finanza: smantellata banda...

Rapine in villa con finti blitz della Guardia di Finanza: smantellata banda a Catania

Sette indagati, sei in carcere e uno ai domiciliari. Le indagini partite da un colpo a Misterbianco: tra i metodi violenti e l’uso di rituali propiziatori, il gruppo si muoveva con tecniche paramilitari.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip etneo nei confronti di sette indagati, accusati – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata alle rapine aggravate, lesioni personali, possesso di segni distintivi contraffatti, porto illegale di armi e detenzione di oggetti atti a offendere. Sei sono finiti in carcere, uno agli arresti domiciliari. Come sempre, in questa fase processuale, vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

L’operazione, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Catania-Fontanarossa con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e del Nucleo Cinofili, rappresenta l’esito di un’indagine durata otto mesi, dal novembre 2024 al giugno 2025, che ha fatto luce su un sodalizio criminale organizzato, caratterizzato da preparazione minuziosa, logistica accurata e tecniche di assalto assimilabili a vere e proprie azioni militari.

Il modus operandi: finti blitz e violenza estrema

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la banda si specializzava nelle cosiddette “rapine in villa”. Gli assalti venivano preceduti da lunghe attività preparatorie e si svolgevano con modalità spietate: i rapinatori indossavano pettorine, cappellini e utilizzavano palette recanti la scritta “Guardia di Finanza”, oltre a lampeggianti blu sulle auto, per simulare operazioni ufficiali. Una volta entrati in casa, rivelavano la loro reale identità e si abbandonavano a una violenza brutale, fatta di percosse, minacce estreme e intimidazioni volte a piegare le vittime.

Particolare singolare emerso dalle indagini riguarda un componente di origini senegalesi: il suo ruolo, secondo quanto accertato a livello indiziario, sarebbe stato quello di garantire protezione e “successo” agli assalti attraverso rituali propiziatori di matrice esoterica, cui la banda attribuiva un valore imprescindibile. Nessuna rapina veniva avviata senza la loro celebrazione.

Il colpo di Misterbianco: il video che ha incastrato la banda

L’episodio che ha fatto scattare l’inchiesta risale alla notte del 16 novembre 2024, a Misterbianco. La vittima, un imprenditore quarantenne, fu fermata mentre rientrava a casa insieme alla compagna e alla figlioletta di appena 16 mesi. Bloccato da due auto con lampeggiante blu e uomini in abiti falsamente riconducibili alla Guardia di Finanza, fu costretto a collaborare sotto il pretesto di una perquisizione per un presunto traffico d’armi.

Giunti a destinazione, i sei assalitori rivelarono la loro vera natura. All’interno dell’abitazione immobilizzarono l’imprenditore con del nastro adesivo, minacciarono la compagna, terrorizzarono la famiglia prospettando perfino il rapimento della bambina e l’amputazione di un dito dell’uomo con una cesoia. Nel giro di poco riuscirono a impossessarsi di 16 mila euro in contanti, gioielli e orologi di lusso per un valore di circa 60 mila euro. Non soddisfatti, costrinsero la vittima a condurli in una seconda abitazione, sempre a Misterbianco, dove prelevarono altri 100 mila euro in contanti.

La svolta per gli investigatori è arrivata grazie al sistema di videosorveglianza domestico che aveva ripreso ogni fase della rapina. Nonostante il tentativo dei malviventi di eliminare le tracce asportando il registratore e i modem, i Carabinieri sono riusciti a recuperare le immagini, rivelatesi decisive per delineare il quadro indiziario.

Altre rapine e un colpo sventato

L’indagine ha permesso di documentare un’altra rapina consumata con modalità analoghe e di scongiurarne una seconda, bloccata dai Carabinieri quando era ancora in fase preparatoria. Ulteriori episodi, seppure non del tutto identificati quanto alle vittime, confermerebbero l’esistenza di una stabile organizzazione criminale dedita a questo tipo di assalti.

Il quadro emerso, nelle valutazioni della Procura, è quello di un gruppo capace di agire con efficienza paramilitare, ferocia intimidatoria e metodi collaudati, in grado di colpire obiettivi di rilievo economico con estrema determinazione. Le misure cautelari, oggi eseguite, rappresentano un passaggio cruciale di un’inchiesta che ha scoperchiato un meccanismo criminale tanto sofisticato quanto crudele.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti