La tensione in mare aperto è diventata realtà. Dopo ore di allerta, la marina israeliana ha dato avvio all’abbordaggio delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, il convoglio partito con l’obiettivo dichiarato di rompere l’assedio a Gaza e portare aiuti umanitari. Le oltre cinquanta barche, entrate nel raggio di intercettazione delle unità militari israeliane, sono state progressivamente isolate e circondate, fino all’azione diretta dei reparti d’assalto.
Secondo quanto riferito dagli stessi attivisti, le forze israeliane sono già salite a bordo della nave Alma, una delle prime ad essere individuata e sottoposta a disturbo delle comunicazioni. Diversi membri dell’equipaggio sono stati fermati, mentre le trasmissioni in diretta dalle altre imbarcazioni confermano l’avvio di un’operazione su larga scala. Poco prima dell’intervento, erano state avvistate circa venti navi da guerra in avvicinamento: alle 19.25 italiane è arrivato l’ordine di stop da parte di Israele.
Il governo italiano segue da vicino gli sviluppi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato assistenza ai cittadini italiani coinvolti. “Abbiamo dato mandato all’ambasciata a Tel Aviv e ai consolati di Gerusalemme e Tel Aviv di supportare i connazionali che verranno condotti al porto di Ashdod. Successivamente saranno espulsi: credo sia previsto un volo che li accompagnerà in Europa insieme agli altri partecipanti alla Flotilla”, ha dichiarato. Tajani ha sottolineato che l’abbordaggio era atteso, rimarcando come la priorità resti “evitare azioni violente”.
Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha confermato l’accerchiamento delle imbarcazioni. “Le barche sono tutte circondate e dovrebbero essere portate al porto di Ashdod, dove poi ogni nazione si attiverà per organizzare il rientro dei propri connazionali”, ha spiegato.
La vicenda riporta alla memoria altri episodi simili, che in passato hanno provocato forti polemiche e incidenti diplomatici. Stavolta, l’attenzione internazionale è altissima, con numerosi governi che monitorano la sorte dei propri cittadini imbarcati. Resta da capire se l’operazione si concluderà senza incidenti e quale sarà la gestione, da parte di Israele, degli attivisti stranieri coinvolti nell’iniziativa.
