Con un ultimo, vibrante omaggio alla musica e alla cultura, il Menotti Art Festival cala il sipario sull’edizione 2025 lasciando un segno profondo nella scena artistica nazionale. Domenica 28 settembre, Spoleto si trasforma ancora una volta in palcoscenico d’eccellenza, celebrando con il Premio Thomas Schippers non solo i grandi protagonisti dell’arte e dello spettacolo, ma anche la memoria di un direttore d’orchestra leggendario che proprio nella città umbra ha trovato il suo eterno riposo.
A firmare la direzione artistica dell’intera rassegna, la professoressa Elena Sabatino, che ha saputo guidare con sensibilità e visione un cartellone ricco, eterogeneo e capace di unire il meglio della tradizione con uno sguardo rivolto al futuro.
La musica di Casa Menotti
La giornata conclusiva si apre alle ore 11 con una matinée a Casa Menotti, in Piazza del Duomo, luogo simbolico del Festival e centro nevralgico di molte iniziative culturali legate al lascito del maestro Gian Carlo Menotti. Il pubblico potrà assistere al concerto del soprano Miho Sakoda e del mezzosoprano Roberta Miglionico, accompagnate al pianoforte da Pina Sabatino, in un programma che si preannuncia ricco di suggestioni e capace di emozionare.
Il Premio Thomas Schippers: talento, carriera, visione
Il momento culminante della giornata si svolgerà nel pomeriggio, nella splendida cornice del Chiostro di San Nicolò, dove verrà consegnato il Premio Thomas Schippers, dedicato al primo e iconico direttore d’orchestra americano del Festival dei Due Mondi. A condurre la cerimonia sarà Giovanni Pellizza, che introdurrà i premiati e ne curerà le interviste, dando voce alle storie e ai percorsi di chi ha contribuito a plasmare la cultura contemporanea.
Tra i riconoscimenti assegnati, spicca il Premio alla Carriera a Marisa Laurito, attrice, cantante, conduttrice televisiva e regista teatrale, da decenni figura centrale dello spettacolo italiano, apprezzata per la sua versatilità e il suo spirito libero. Con lei verranno premiati il celebre tenore e direttore d’orchestra Giuseppe Sabbatini, la presidente della Fondazione Monini Maria Flora Monini, il compositore e produttore musicale Davide Perico, il giovane soprano Angelica Cirillo e la già citata Miho Sakoda, a cui andrà il Premio Giovane Talento, riconoscimento che conferma la vocazione del Festival alla valorizzazione delle nuove generazioni artistiche.
Numeri in crescita e un’identità culturale consolidata
Grande la soddisfazione da parte degli organizzatori, che possono tracciare un bilancio decisamente positivo: non solo per la qualità degli eventi proposti, ma anche per la partecipazione crescente del pubblico e per l’attenzione ricevuta da istituzioni, fondazioni e partner culturali. Il Menotti Art Festival si è confermato come uno dei principali appuntamenti artistici del panorama italiano, capace di mettere in dialogo discipline diverse — musica, arti visive, letteratura, spettacolo — in una cornice scenografica unica come quella di Spoleto.
Determinante anche quest’anno è stato il contributo delle università, accademie e fondazioni: in particolare l’AUGE Università Europea, guidata dal rettore professor Giuseppe Catapano, e la Fondazione Tau, presieduta dal dottor Umberto Giammaria. Altrettanto rilevanti le collaborazioni con realtà consolidate come il Premio Bancarella di Pontremoli, il Premio Cattolica, la Biennale di Venezia e la nascente sinergia con L’Aquila Capitale della Cultura 2026, che rappresenta una delle prospettive più interessanti per il futuro del Festival.
Uno sguardo al futuro: Zucchero a Spoleto
E proprio il 2026 si preannuncia come un anno strategico. Già il 50 per cento degli spazi espositivi è stato opzionato, segno di una fiducia crescente da parte di artisti, istituzioni e operatori culturali. L’obiettivo è ambizioso: fare del Menotti Art Festival un vero e proprio polo nazionale dell’arte contemporanea e della cultura interdisciplinare, attraverso l’apertura di un centro studi e informazione permanente a Spoleto, in dialogo con le altre realtà culturali italiane.
A dare ulteriore slancio a questa prospettiva, è la notizia della presenza annunciata di Zucchero Fornaciari all’edizione 2026. Il celebre cantautore, da sempre vicino al mondo del Festival anche per la sua amicizia con Luciano Pavarotti e la profonda stima per Gian Carlo Menotti, ha espresso il desiderio di esibirsi su uno degli strumenti simbolo della manifestazione: il pianoforte appartenuto proprio al maestro Menotti.
Un gesto che carica di significato l’edizione futura e che conferma il ruolo del Festival come spazio vivo, dinamico, capace di accogliere il passato, interpretare il presente e progettare il futuro con entusiasmo e responsabilità.
Il Menotti Art Festival chiude quindi nel segno della musica, della memoria e dell’innovazione, ribadendo la centralità di Spoleto nella mappa culturale italiana ed europea. La combinazione tra alta qualità artistica, forte radicamento territoriale e apertura a collaborazioni nazionali e internazionali rappresenta il tratto distintivo di una manifestazione ormai matura, che guarda al futuro con idee chiare e visione strategica. La strada verso il 2026 è tracciata. E il viaggio è appena cominciato.
