3 Ottobre 2026, sabato
HomeItaliaCronacaMorte di Simona Cinà, l’autopsia esclude la droga: alto tasso alcolemico, ma...

Morte di Simona Cinà, l’autopsia esclude la droga: alto tasso alcolemico, ma nessun’altra sostanza

La giovane pallavolista è annegata durante una festa di laurea in piscina a Bagheria. I risultati degli esami tossicologici: nel sangue solo tracce significative di alcol, nessuna droga rilevata.

Palermo – Nessuna droga, ma un tasso alcolemico oltre i limiti di legge. È questo il primo risultato chiave dell’autopsia eseguita su Simona Cinà, la giovane pallavolista ventenne trovata priva di vita nella notte del 2 agosto sul fondo di una piscina a Bagheria, in provincia di Palermo. L’esame tossicologico, disposto dalla Procura nell’ambito dell’indagine per chiarire le cause della morte, ha escluso la presenza di sostanze stupefacenti nel sangue della ragazza. È invece confermata una quantità rilevante di alcol nel suo organismo al momento del decesso.

La tragedia si è consumata nel cuore della notte, durante una festa di laurea alla quale partecipavano decine di giovani, molti dei quali coetanei e amici di Simona. Era circa le quattro del mattino quando la giovane è stata notata da alcuni partecipanti sul fondo della piscina. Immediati i tentativi di soccorso da parte degli amici, che l’hanno riportata fuori dall’acqua e hanno cercato di rianimarla in attesa dell’arrivo del personale medico del 118. I sanitari, una volta giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

La notizia ha immediatamente scosso l’intera comunità sportiva siciliana. Simona Cinà era un volto noto nel panorama della pallavolo giovanile regionale: atleta promettente, apprezzata per impegno e talento, militava in una squadra locale e aveva alle spalle anni di attività sportiva costante e appassionata. Anche il mondo scolastico e universitario ha espresso cordoglio per una ragazza descritta da tutti come solare, educata, con una forte rete di amicizie e una vita piena di progetti.

In queste settimane, la Procura di Termini Imerese ha lavorato per ricostruire nel dettaglio cosa sia accaduto quella notte. L’autopsia, eseguita all’Istituto di Medicina Legale di Palermo, rappresentava un passaggio fondamentale per determinare le cause esatte dell’annegamento e verificare eventuali responsabilità, omissioni o condotte che possano aver contribuito al decesso. L’assenza di sostanze stupefacenti chiude almeno uno dei capitoli dell’indagine, ma la presenza di un tasso alcolemico elevato resta un elemento rilevante, su cui ora si concentrano le attenzioni degli inquirenti.

Resta ancora da chiarire se Simona sia caduta accidentalmente in acqua o se si sia tuffata volontariamente, forse in un momento di euforia legata alla festa. Il livello di alcol nel sangue, definito “alto” dai primi riscontri, potrebbe aver compromesso le sue capacità motorie e percettive, ostacolandone i movimenti in acqua e rendendo difficile la riemersione.

Il contesto della serata – un momento conviviale tra giovani, in un ambiente privato con piscina – è ora al centro delle verifiche per stabilire eventuali responsabilità organizzative, a partire dalle misure di sicurezza presenti nella struttura. Gli investigatori stanno anche ascoltando i testimoni presenti alla festa per ricostruire la sequenza degli eventi: chi era con Simona nei momenti precedenti all’annegamento, chi ha lanciato l’allarme e quali interventi siano stati tentati nell’immediato.

Parallelamente, i familiari della ragazza – distrutti da un lutto che ha lasciato senza parole l’intera comunità di Bagheria – chiedono rispetto, silenzio e verità. In questi giorni, in molti hanno reso omaggio alla giovane con messaggi di affetto e commozione, ricordandola sui social e durante le commemorazioni organizzate dalla società sportiva e dagli amici più stretti. Il volto sorridente di Simona, impresso nelle immagini delle partite giovanili o nei momenti di spensieratezza, è divenuto simbolo di un dolore difficile da elaborare.

Il fascicolo aperto dalla Procura rimane, per ora, a carico di ignoti. Le indagini proseguono per accertare se vi siano state negligenze, mancanze o comportamenti omissivi da parte dei presenti o degli organizzatori della serata. L’esito completo degli esami autoptici, atteso nei prossimi giorni, fornirà ulteriori elementi utili a definire con maggiore precisione le dinamiche dell’accaduto.

Nel frattempo, l’opinione pubblica si interroga sulle condizioni di sicurezza nelle feste private, sul consumo di alcol tra i giovani e sull’effettiva consapevolezza dei rischi legati anche a comportamenti sottovalutati. La morte di Simona Cinà pone interrogativi scomodi, ma necessari, su responsabilità diffuse e su come evitare che una serata di gioia si trasformi, tragicamente, in una perdita irreparabile.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti