5 Ottobre 2026, lunedì
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Napoli, il Riesame conferma le scarcerazioni dei Moccia

Respinto il ricorso della Procura: quindici imputati restano in libertà. Al centro del processo la storica cosca di Afragola, tra le più radicate del panorama criminale campano

NAPOLI – Nessun ritorno in carcere per i componenti della famiglia Moccia coinvolti nel maxi-processo in corso a Napoli. La decima sezione del Tribunale del Riesame, presieduta dal giudice Gallo, ha infatti respinto l’appello presentato dalla Procura partenopea contro le scarcerazioni già disposte nei mesi scorsi a seguito della decorrenza dei termini di custodia cautelare.

Si tratta di quindici imputati, ritenuti dagli inquirenti figure di primo piano o contigue al clan Moccia, l’organizzazione criminale originaria di Afragola, storicamente riconosciuta come una delle più solide e influenti della camorra campana. La decisione del Riesame conferma dunque lo stato di libertà per gli indagati, consolidando un passaggio processuale che rappresenta un duro contraccolpo per la strategia accusatoria.

Il procedimento in corso a Napoli ricostruisce decenni di attività criminali della cosca, che secondo la Direzione Distrettuale Antimafia avrebbe consolidato il proprio potere attraverso estorsioni, traffici illeciti e una fitta rete di complicità negli affari e nella politica locale. Gli arresti avevano rappresentato un tassello fondamentale dell’azione di contrasto alle organizzazioni radicate nel territorio dell’hinterland napoletano, ma la complessità del dibattimento e la scadenza dei termini di custodia hanno portato progressivamente alle scarcerazioni.

La Procura aveva impugnato tali decisioni, sostenendo la necessità di mantenere la misura restrittiva in considerazione della pericolosità sociale degli imputati e della forza ancora intatta del sodalizio mafioso. Tuttavia, i giudici del Riesame hanno ritenuto non sussistenti i presupposti per il ripristino della detenzione preventiva, confermando così la libertà degli imputati in attesa della definizione del processo.

La vicenda rappresenta un nuovo snodo nella storia giudiziaria dei Moccia, famiglia che dagli anni Ottanta ha saputo sopravvivere alle stagioni più cruente della camorra, consolidando un modello organizzativo meno appariscente ma più duraturo, fatto di investimenti, silenzio e controllo del territorio. Un’organizzazione che, secondo le ricostruzioni investigative, ha saputo trasformarsi in holding affaristica, mantenendo al tempo stesso un saldo radicamento criminale nell’area nord di Napoli.

Il processo, che proseguirà nei prossimi mesi, rimane dunque il principale terreno sul quale verranno verificate le accuse formulate dall’accusa e le difese degli imputati. Intanto, la conferma delle scarcerazioni impone alla magistratura inquirente una riflessione sui tempi e sugli strumenti di contrasto a realtà criminali che, nonostante le inchieste e i sequestri, continuano a rappresentare un nodo cruciale nel sistema camorristico campano.

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