12 Giugno 2026, venerdì
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Smantellata rete di spaccio tra Latina, Cisterna e Sermoneta

Operazione dei Carabinieri del NAS: farmaci oppioidi ottenuti con ricette false e rivenduti sul mercato nero insieme alla cocaina. Nove misure cautelari eseguite

Un’organizzazione criminale capace di muoversi su due fronti – il traffico di farmaci oppioidi ad alto potenziale di abuso e lo spaccio di cocaina – è stata smantellata all’alba dai Carabinieri del NAS di Latina. L’operazione, condotta con il supporto del NAS di Roma, del Comando Provinciale di Latina, del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e delle unità cinofile di Santa Maria di Galeria, ha portato all’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. del Tribunale di Latina, su richiesta della locale Procura della Repubblica: cinque in carcere e quattro agli arresti domiciliari.

Le origini dell’indagine

L’inchiesta, avviata nell’ottobre 2023, è nata da controlli di routine sulla regolare dispensazione dei farmaci in alcune farmacie pontine. In quell’occasione i militari hanno scoperto le prime ricette mediche contraffatte per ottenere ossicodone, un antidolorifico oppioide dalle proprietà molto più potenti della morfina, utilizzato in ambito sanitario solo per pazienti affetti da gravi patologie oncologiche o croniche.

Si tratta di medicinali soggetti a prescrizione speciale, estremamente delicati: se assunti fuori da un percorso terapeutico controllato, possono indurre rapidamente dipendenza, abuso e gravi conseguenze per la salute. Non a caso, il mercato illecito li considera una merce di grande valore, anche per gli effetti euforizzanti che possono generare.

Il meccanismo del traffico

Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione il sistema messo in piedi dal gruppo criminale. Utilizzando ricette falsificate e documenti di identità contraffatti, gli indagati riuscivano ad acquistare farmaci oppioidi in diverse farmacie delle province di Roma e Latina. Tra ottobre 2023 e febbraio 2024 sarebbero state sottratte circa duemila compresse, rivendute successivamente sul mercato nero a un prezzo medio di 15 euro ciascuna.

Il giro d’affari illecito, stimato in oltre 30 mila euro in pochi mesi, testimonia la capacità del gruppo di gestire un traffico costante e organizzato, che non si limitava alla falsificazione documentale ma si inseriva in un vero e proprio mercato parallelo.

Cocaina e doppio canale di spaccio

L’inchiesta ha rivelato un ulteriore livello di attività delittuosa: alcuni membri della rete si occupavano anche di cocaina, creando un canale parallelo di distribuzione. Grazie a intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese, i Carabinieri hanno potuto delineare gli assetti e le gerarchie interne, documentando l’esistenza di un gruppo strutturato e operativo su due fronti: la vendita illegale di farmaci ad altissimo rischio di abuso e lo smercio di cocaina sul territorio tra Latina, Cisterna e Sermoneta.

I rischi per la salute pubblica

L’attività della rete, oltre a generare ingenti profitti, rappresentava un concreto pericolo sociale. La diffusione di farmaci come l’ossicodone al di fuori dei contesti medici per cui sono previsti espone a conseguenze gravissime: dipendenza, overdose e danni irreversibili. La commistione con lo spaccio di cocaina aggravava ulteriormente la portata del fenomeno, delineando un quadro di elevata pericolosità per la collettività.

Perquisizioni e sequestri

Nel corso delle perquisizioni effettuate contestualmente all’operazione, i Carabinieri hanno rinvenuto circa 25 grammi di hashish, diverse dosi di marijuana, confezioni di farmaci a base di ossicodone, ricette mediche contraffatte e dispositivi elettronici utilizzati per la produzione di prescrizioni false. Su un iPhone è stata rintracciata anche l’immagine di un documento d’identità falsificato, presumibilmente impiegato per ottenere i farmaci.

Il complesso dei sequestri conferma la natura articolata dell’attività criminosa: non soltanto falsificazione e commercio illecito di medicinali ad alto potenziale di abuso, ma anche detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tradizionali.

La fase processuale

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, come sancito dall’articolo 27 della Costituzione.

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