3 Ottobre 2026, sabato
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Schlein chiude la Festa dell’Unità: “Uniti e compatti batteremo la destra”. Meloni ribatte: “Vi lega solo l’ossessione contro di noi”

Dal palco di Reggio Emilia la segretaria del Pd rilancia l’appello all’unità del centrosinistra, rivendica la storia delle Feste e accusa il governo di retorica divisiva. La premier replica con ironia: “Noi uniti da valori”. Una destra che, più che dai programmi, sembra cementata da amore e nostalgia.

La Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia si è chiusa con un discorso che, nelle intenzioni del Partito Democratico, segna un momento di rilancio politico e identitario. Davanti a militanti e simpatizzanti, Elly Schlein ha chiamato a raccolta l’intero campo progressista, scandendo parole di sfida verso la maggioranza guidata da Giorgia Meloni e sottolineando l’urgenza di un centrosinistra compatto in vista delle prossime sfide elettorali.

“Non vi faremo più il favore di dividerci. Uniti e compatti vi batteremo, prima alle regionali e poi alle politiche”, ha dichiarato la segretaria, tracciando una linea netta fra il progetto di alleanza che il Pd sta costruendo e le divisioni che in passato hanno indebolito l’opposizione. Il suo discorso si è intrecciato con un forte richiamo alla storia del partito e delle sue radici popolari: “Sono ottant’anni di Feste dell’Unità, ottant’anni di militanza, di tavolate, dibattiti e musica. Non c’è niente di paragonabile al mondo. Le Feste sono ancora oggi un avamposto di democrazia e di legalità, una comunità che resiste in una società sempre più frammentata”.

Il riferimento al valore storico e politico della manifestazione è stato centrale. Schlein ha ricordato come la prima Festa dell’Unità, nata nel 1945 all’indomani della guerra, abbia accompagnato il cammino della democrazia italiana: “È una vicenda straordinaria che non appartiene solo al Partito Democratico, ma a tutta la vita democratica del Paese”.

Accanto al richiamo alla tradizione, la leader dem ha voluto ribadire l’identità plurale del Pd, sottolineando l’importanza di mantenerlo aperto e partecipato. “Tenere insieme una forza plurale è parte della nostra sfida. Teniamocela stretta, in mezzo a tanti partiti personali. Con pazienza e tenacia abbiamo costruito alleanze di centrosinistra in tutte le Regioni al voto: non accadeva da vent’anni”. Un messaggio rivolto non solo alla base, ma anche agli alleati potenziali, con l’obiettivo di consolidare un fronte comune contro la destra.

Le critiche al governo non sono mancate. Schlein ha accusato la maggioranza di alimentare un clima di divisione attraverso la continua ricerca di nemici: “La destra trova ogni giorno un capro espiatorio. Sono al governo da tre anni, ma non si assumono responsabilità, coprendo con la propaganda la mancanza di risposte concrete ai cittadini”. Una retorica, ha aggiunto, che rientra in una “offensiva nazionalista e autoritaria” visibile anche in altri Paesi europei e non solo.

Un passaggio rilevante del discorso ha riguardato la politica estera. La segretaria ha accusato Giorgia Meloni di piegare le scelte internazionali alle logiche delle “amicizie ideologiche”, citando i rapporti con Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Sul conflitto in Medio Oriente, Schlein ha ribadito la posizione del Pd a favore di un cessate il fuoco immediato: “Bisogna fermare i crimini a Gaza e in Cisgiordania. Non ne possiamo più delle parole ipocrite del governo Meloni. Servono lo sblocco degli aiuti umanitari, la liberazione degli ostaggi e sanzioni nei confronti del governo israeliano e dei suoi ministri”.

La risposta della presidente del Consiglio non si è fatta attendere. Giorgia Meloni, attraverso i social, ha liquidato l’intervento della leader dem con parole taglienti: “La differenza è semplice: noi siamo uniti da valori comuni e da una visione, loro solo dall’ossessione di battere noi”. Una definizione che, con un pizzico di sarcasmo, lascia intendere che la destra di governo sia compatta non tanto su programmi condivisi o linee politiche coerenti, quanto piuttosto su un collante emotivo fatto di amore incondizionato per il potere e nostalgia di un passato che continua a fare capolino nei discorsi e nelle simbologie.

La chiusura della Festa dell’Unità a Reggio Emilia si è così trasformata in un nuovo terreno di scontro fra maggioranza e opposizione, confermando il ruolo di Schlein come punto di riferimento dell’opposizione e rilanciando al tempo stesso la dialettica con Palazzo Chigi. Per il Pd, la sfida è ora quella di tradurre l’entusiasmo della piazza in un consenso più ampio, costruendo un’alternativa credibile al governo Meloni.

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