6 Ottobre 2026, martedì
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Roma, al World Meeting of Human Fraternity Enrico Parisi lancia la sfida della formazione politica: “Serve un’alleanza tra generazioni e territori per un nuovo ordine sociale”

Nel tavolo su politica e fraternità al Campidoglio, il delegato nazionale Coldiretti Giovani Impresa invita a ripensare il ruolo delle aree rurali nella costruzione di un futuro condiviso. “Serve una visione che unisca competenze, etica e coesione sociale”

Roma – Una riflessione alta, concreta e profondamente radicata nel presente. Si è svolto oggi al Campidoglio, nell’ambito della terza edizione del World Meeting of Human Fraternity, il tavolo di confronto intitolato “Formazione politica e fraternità – il tempo dell’alleanza”, promosso dalla Basilica di San Pietro, dalla Fondazione Fratelli Tutti e dall’associazione Be Human. Un incontro pensato per rispondere alle sfide globali contemporanee attraverso un dialogo intergenerazionale e interculturale, che punta a riscrivere le coordinate della partecipazione pubblica e del pensiero politico.

Tra i protagonisti del dibattito, accanto a figure di grande spessore come Giuliano Amato, già Presidente del Consiglio dei ministri, Giacomo Costa, Segretario speciale del XVI Sinodo dei Vescovi, e Ciro Cafiero, giuslavorista e presidente dell’associazione “Comunità di Connessioni”, ha portato la propria voce anche Enrico Parisi, delegato nazionale Coldiretti Giovani Impresa e presidente della federazione Coldiretti di Cosenza.

Parisi, rappresentante di una generazione che coniuga il radicamento nel territorio con una visione aperta alle trasformazioni globali, ha lanciato un messaggio chiaro: ripensare la formazione politica per renderla inclusiva, concreta e profondamente connessa con le sfide delle comunità reali, a partire da quelle rurali.

Un cambio di paradigma: politica come servizio e alleanza

“È il momento di ripensare la politica – ha dichiarato Parisi – promuovendo un modello di formazione fondato sulle competenze, ma soprattutto su alleanze tra culture e realtà diverse”. La sua proposta si articola attorno a un principio chiave: l’interconnessione tra le componenti della società come strumento per generare un ordine politico ed economico più giusto, capace di rispondere alle crisi del nostro tempo, dal cambiamento climatico al calo demografico, dalla frammentazione sociale alla perdita di senso della partecipazione.

“La fraternità – ha proseguito – è la vera risorsa per costruire un nuovo ordine politico, economico e sociale. È tempo di strategie condivise, non calate dall’alto, che diano spazio ai giovani non solo per crescere, ma anche per sbagliare, imparare, e costruire nuove metriche di valore che partano dalla concretezza del presente”.

In questa visione, l’agricoltura e le aree interne del Paese diventano protagoniste. “Gli agricoltori – ha detto Parisi – non sono più ai margini. Partecipano attivamente alla vita politica della comunità. Producono cibo sano, tutelano il paesaggio, mantengono viva la presenza umana nei territori, spesso ostacolando lo spopolamento delle aree più fragili”.

Fraternità, etica e sviluppo: il contributo del mondo agricolo

Il messaggio del rappresentante di Coldiretti non si limita alla denuncia o all’appello: è un vero e proprio manifesto di cittadinanza attiva che si radica nei valori dell’etica e della dottrina sociale della Chiesa. “Come scriveva John Donne – ha ricordato Parisi – ‘Nessun uomo è un’isola’. Ciascuno di noi è un tassello di un pensiero più ampio che deve essere declinato nel concreto per il bene del prossimo”.

Per Parisi, la sfida contemporanea è mantenere vivo il dialogo tra città e campagna, tra innovazione tecnologica e centralità della persona. “Dobbiamo usare la tecnologia – ha detto – senza mai dimenticare l’importanza della parola, del confronto, dell’umanità. L’impegno degli agricoltori e delle loro famiglie è, e sarà sempre, quello di costruire una visione condivisa che possa orientare scelte pubbliche, educative e strategiche. Serve un nuovo patto sociale fondato su etica, sostenibilità e coesione”.

Politica e formazione: una sfida per le nuove generazioni

Il tavolo al Campidoglio ha evidenziato un’urgenza condivisa da molti dei partecipanti: investire nella formazione politica come strumento di emancipazione e responsabilità, soprattutto per le giovani generazioni. In questo quadro, il contributo di figure come Enrico Parisi si rivela particolarmente prezioso: rappresenta una generazione che rifiuta la retorica del disimpegno, scegliendo piuttosto la via del protagonismo consapevole, radicato nei territori ma con uno sguardo europeo e globale.

Il World Meeting of Human Fraternity, giunto alla sua terza edizione, si conferma così una piattaforma di dialogo aperta e costruttiva, in cui la parola “fraternità” non è evocata come ideale astratto, ma assunta come principio operativo per leggere e trasformare il mondo.

L’incontro romano ha dimostrato che è possibile far dialogare competenze diverse – dal diritto alla teologia, dall’economia all’agricoltura – in un’ottica di servizio e di costruzione del bene comune. E che è proprio in contesti come questi che si può cominciare a rispondere concretamente alla domanda cruciale posta da Parisi: siamo pronti per un cambio di paradigma culturale?

Se la risposta è sì, il cammino parte da qui.

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