Roma – In Italia si uccidono in media dieci persone al giorno, oltre 3.900 ogni anno. Numeri che aumentano silenziosamente, anno dopo anno, e che raccontano di un dolore sommerso, spesso ignorato, ancora oggi imprigionato nel tabù e nel pregiudizio. In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, Telefono Amico Italia ha portato questi numeri al centro del dibattito istituzionale, presentandoli nella Sala Caduti di Nassirya del Senato durante un incontro promosso dal senatore Guido Quintino Liris.
L’organizzazione di volontariato, attiva da quasi 60 anni con una helpline anonima e gratuita, ha reso pubblici dati allarmanti: nel 2024 sono state oltre 6.700 le richieste di aiuto ricevute da persone attraversate dal pensiero del suicidio. Nei primi sei mesi del 2025, si sono già superate le 3.000 segnalazioni. Se il trend sarà confermato nella seconda metà dell’anno, il bilancio finale sarà comparabile, se non superiore, a quello dell’anno precedente.
A fronte di questi dati, la richiesta è chiara: un piano nazionale integrato di prevenzione del suicidio e l’istituzione di un numero di pubblica utilità attivo 24 ore su 24, accessibile a chiunque viva un momento di crisi emotiva. Una proposta concreta e articolata, che punta a colmare una grave lacuna nella strategia sanitaria e sociale del Paese.
Una “emergenza invisibile”
“Oggi non possiamo più ignorare l’evidenza”, ha dichiarato il senatore Guido Quintino Liris, medico e promotore dell’iniziativa parlamentare. “I dati di Telefono Amico rivelano un’emergenza sociale troppo a lungo silenziata. Per questo ho depositato un disegno di legge per potenziare gli strumenti di prevenzione, offrire ascolto e sostegno a chi è in difficoltà, e garantire supporto anche ai familiari”.
Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato anche Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia, Diana Rucli (IFOTES) ed Elena Peretto (Fundació Ajuda i Esperança), è stata rilanciata la campagna nazionale “Non parlarne è 1 suicidio”, accompagnata dall’illuminazione simbolica di monumenti in tutta Italia e dalla mobilitazione di volontari nelle piazze per sensibilizzare l’opinione pubblica.
“Vogliamo rompere lo stigma sociale legato al suicidio”, ha spiegato Rigon. “Il silenzio uccide quanto l’indifferenza. Il nostro servizio, con l’aiuto di 600 volontari, riesce a garantire ascolto telefonico per 14 ore al giorno. Ma non basta: le richieste aumentano, e da soli non possiamo più gestire questa emergenza”.
I numeri di un fenomeno in crescita
I dati presentati si basano su una rilevazione dettagliata delle interazioni tra cittadini e l’organizzazione. Oltre il 69% delle richieste legate al suicidio è arrivato tramite chiamate telefoniche, il 23% via WhatsApp e l’8% via email attraverso un form anonimo disponibile sul sito ufficiale.
Analizzando il profilo demografico, emerge che gli uomini costituiscono la maggioranza dei contatti (52,5%), soprattutto via telefono (56%), mentre le donne risultano più propense all’uso di WhatsApp (55%). Tuttavia, nelle richieste relative al suicidio, le differenze di genere e di età si assottigliano: i pensieri suicidari attraversano tutte le fasce, con una prevalenza tra i giovani adulti (15-35 anni).
Le fasce d’età più rappresentate sono:
- 26-35 anni: 26% dei contatti telefonici e 27% su WhatsApp;
- 19-25 anni: 16% al telefono, 26% via WhatsApp, 21% via email;
- 15-18 anni: 16,5% degli utenti WhatsApp.
Questo dato, ha osservato Rigon, “è particolarmente preoccupante”: i giovani sono più esposti al rischio, e spesso mancano riferimenti istituzionali in grado di offrire ascolto immediato e non giudicante.
I dati Istat: 3.934 suicidi in Italia nel 2022
Le rilevazioni Istat più recenti, riferite al 2022, confermano il trend in crescita: 3.934 suicidi registrati in un anno, con un aumento rispetto ai 3.870 del 2021 e ai 3.748 del 2020. Il tasso più elevato degli ultimi otto anni: 0,40 suicidi ogni 10.000 abitanti, con picchi preoccupanti tra i giovani e gli adulti fino ai 64 anni.
Nel dettaglio:
- 552 suicidi tra i 15 e i 34 anni;
- 1.927 suicidi nella fascia 35-64 anni;
- 1.455 suicidi tra gli over 65.
L’unica fascia in cui si è registrato un calo è quella tra i 65 e i 79 anni, mentre tra i giovani l’aumento è costante dal 2020, con un incremento del +16% solo tra il 2020 e il 2021.
La proposta: un piano integrato e un numero unico nazionale
Telefono Amico Italia propone un intervento strutturato, con misure coordinate a più livelli. Le richieste principali sono:
- Un numero di pubblica utilità attivo 24 ore su 24 per l’ascolto e la prevenzione del suicidio;
- Un Piano Nazionale Integrato, con azioni sinergiche tra sanità, scuola, forze dell’ordine e mondo del lavoro;
- Campagne di informazione anti-stigma, per sensibilizzare la popolazione;
- Protocolli clinici nei Pronto Soccorso e nei centri di salute mentale per identificare precocemente situazioni a rischio;
- Coinvolgimento del Terzo Settore nei tavoli decisionali, per mettere a frutto l’esperienza diretta delle realtà che ogni giorno lavorano sul campo.
La voce della scienza: “Chi pensa al suicidio non vuole morire, vuole smettere di soffrire”
È intervenuto all’incontro anche Maurizio Pompili, Professore ordinario di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma e Direttore dell’UOC di Psichiatria dell’Ospedale Sant’Andrea. In un videomessaggio, ha ricordato che “la persona che pensa al suicidio non vuole la morte, ma desidera porre fine a un dolore mentale insopportabile”.
“Esistono tre livelli di prevenzione – ha spiegato Pompili –: la primaria, rivolta alla società nel suo insieme; la secondaria, per i gruppi più vulnerabili; e la terziaria, per chi è già stato esposto al rischio suicidario. In ognuno di questi livelli serve formazione, ascolto e capacità di intervento. Le helpline, in questo senso, rappresentano un punto di contatto prezioso tra la persona in crisi e il resto del mondo. Sapere che c’è qualcuno disposto ad ascoltare, in qualunque momento, può fare la differenza tra la vita e la morte”.
La legge in Parlamento
Il senatore Liris, nel concludere i lavori, ha rilanciato l’impegno politico: “Come medico, so quanto sia cruciale individuare la sofferenza prima che diventi letale. Come legislatore, sento il dovere di trasformare questa consapevolezza in norme e risorse concrete”. Il disegno di legge depositato prevede il rafforzamento degli strumenti di prevenzione, il sostegno ai familiari, la formazione degli operatori e l’istituzione di presidi stabili di ascolto nelle strutture pubbliche.
“Il suicidio è un fenomeno complesso, ma non ineluttabile. Intervenire è possibile. E necessario. E non farlo – ha concluso – significa voltarsi dall’altra parte mentre vite si spengono nel silenzio”.
