Controlli mirati alla sicurezza del consumatore hanno condotto a un sequestro di cosmetici potenzialmente nocivi alla salute. L’intervento è avvenuto nei paesi vesuviani, dove i Carabinieri del NAS di Napoli hanno scoperto gel semipermanenti contenenti una sostanza vietata a livello europeo per i suoi effetti cancerogeni e tossici.
Prosegue senza sosta l’attività di vigilanza dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Napoli nel settore della cosmesi, ambito in cui la tutela della salute pubblica richiede un’attenzione sempre più elevata. Nell’ambito di una serie di servizi mirati alla verifica della conformità dei prodotti immessi sul mercato, i militari hanno recentemente effettuato un controllo presso un’attività commerciale di rivendita situata nell’area dei paesi vesuviani.
Durante l’ispezione, è emersa la presenza di numerose confezioni di gel semipermanente per unghie contenenti una sostanza altamente pericolosa per la salute umana: il diphenylphosphine oxide, noto anche con l’acronimo TPO. Questo composto chimico è inserito nella lista delle sostanze vietate dall’Unione Europea perché classificato come cancerogeno, mutageno e reprotossico, ovvero in grado di compromettere la fertilità o arrecare danni allo sviluppo embrionale e fetale.
L’utilizzo del TPO nei prodotti cosmetici è espressamente proibito dal Regolamento Europeo che disciplina la sicurezza delle sostanze chimiche impiegate in questo settore. La presenza di tale componente nei gel destinati alla cura estetica delle unghie costituisce quindi non solo una grave violazione normativa, ma anche un concreto rischio per la salute dei consumatori e per gli operatori del settore che quotidianamente maneggiano tali prodotti.
Al termine del controllo, i Carabinieri del NAS hanno proceduto al sequestro di circa 800 confezioni del prodotto irregolare, per un valore commerciale stimato in circa 6.000 euro. Contestualmente, il titolare dell’esercizio commerciale è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria competente, con l’ipotesi di reato legata alla commercializzazione di sostanze vietate e potenzialmente dannose per la salute pubblica.
Si sottolinea che, in conformità ai principi di garanzia sanciti dall’ordinamento, la persona coinvolta è da ritenersi presunta innocente fino all’eventuale accertamento definitivo della responsabilità in sede processuale.
Questo episodio rappresenta un ulteriore monito circa la necessità di intensificare i controlli nel settore della cosmetica, dove la crescente offerta di prodotti, spesso di provenienza incerta o distribuiti attraverso canali paralleli, può esporre il consumatore a rischi non immediatamente visibili ma gravissimi sotto il profilo sanitario. Le indagini e i sequestri effettuati confermano l’importanza dell’azione dei NAS nel prevenire la diffusione di prodotti non conformi e pericolosi, a tutela della salute collettiva.
