22 Settembre 2026, martedì
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Catania, interdizione per un ex primario: accusato di violenza sessuale

Un medico di 63 anni sospeso dal servizio. Contestati episodi quando guidava un reparto dell’ospedale di Paternò

Un provvedimento di interdizione dall’esercizio della professione colpisce un medico di 63 anni, attualmente in servizio nella sanità pubblica di Catania. L’uomo, che in passato aveva ricoperto il ruolo di primario in un reparto dell’ospedale di Paternò, è indagato con l’accusa di violenza sessuale.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura etnea, durante il periodo in cui dirigeva la struttura, il professionista avrebbe posto in essere comportamenti ritenuti “espliciti e finalizzati a ottenere prestazioni sessuali da personale femminile”, sfruttando la propria posizione gerarchica. Episodi che, secondo la ricostruzione accusatoria, si sarebbero verificati anche durante i turni di lavoro.

Il giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto gravi indizi a carico del medico in relazione a uno specifico episodio tra quelli contestati: quello che riguarda una collega, anch’essa medico chirurgo, che sarebbe stata costretta a subire atti sessuali.

La misura cautelare dell’interdizione, decisa per evitare possibili reiterazioni e condizionamenti nell’ambiente lavorativo, è stata ritenuta necessaria nonostante i fatti contestati risalgano al periodo in cui l’indagato rivestiva l’incarico di primario. Gli inquirenti, infatti, hanno sottolineato la particolare delicatezza del contesto ospedaliero e la vulnerabilità del personale rispetto a condotte di abuso di potere.

Il fascicolo rimane aperto e le indagini proseguono, con l’obiettivo di accertare la fondatezza delle ulteriori segnalazioni raccolte dalla Procura. Al momento, l’impianto accusatorio si concentra sul caso della collega chirurgo, considerato quello supportato da elementi probatori più solidi.

Il medico, che si dichiara estraneo alle accuse, potrà ora presentare attraverso i suoi legali eventuali memorie difensive o richieste di interrogatorio per chiarire la propria posizione. La vicenda, intanto, riporta in primo piano il tema della prevenzione e della gestione delle molestie nei luoghi di lavoro, in particolare in contesti complessi e fortemente gerarchizzati come quello ospedaliero.

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