6 Ottobre 2026, martedì
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Roma, l’accoglienza secondo Gualtieri: un bando per le famiglie, ma senza rimborsi

Gualtieri lancia un bando per l'accoglienza dei migranti a Roma: 399mila euro per un progetto che coinvolge le famiglie, ma senza rimborsi economici.

L’amministrazione capitolina guidata dal sindaco Roberto Gualtieri si trova ancora una volta al centro di un dibattito acceso, con una mossa che ha sollevato non poche perplessità. La città eterna, alle prese con problemi annosi come la gestione dei rifiuti e la manutenzione delle infrastrutture, sembra porre un’altra volta la sua attenzione prioritaria sull’accoglienza dei migranti. Il Comune ha infatti pubblicato un bando da quasi 400.000 euro per un progetto che mira a coinvolgere le famiglie romane nell’ospitalità di persone migranti.
La gara, del valore di 399.000 euro, non è destinata a finanziare direttamente le famiglie ospitanti. Al contrario, il bando, che scade il 22 settembre, mira a selezionare un operatore che gestisca il servizio di accoglienza per “persone migranti singole o nuclei familiari monogenitoriali” per i prossimi tre anni. Il compito di questo operatore sarà duplice: da un lato, cercare e convincere nuove famiglie ad aprire le porte delle loro case; dall’altro, individuare i migranti che potrebbero beneficiare di tale servizio.
Il progetto, denominato “accoglienza diffusa”, ha l’obiettivo di favorire percorsi di integrazione sociale, inserimento lavorativo e autonomia abitativa. L’iniziativa, come riportato da Roma Today, si inserisce nella logica di una progressiva autonomia dei migranti, offrendo loro un’alternativa ai centri di accoglienza tradizionali e incoraggiando la sperimentazione di “modelli innovativi di inclusione sociale”.
L’aspetto più controverso e che ha scatenato le critiche riguarda l’assenza di un compenso economico per le famiglie ospitanti. Un dettaglio che il Dipartimento Politiche Sociali ha chiarito con una nota che recita: “Le spese per l’inclusione sociale riguardano esclusivamente interventi e misure rivolte ai beneficiari del servizio”. Ne consegue che “non sono previsti rimborsi economici alle famiglie ospitanti”.
Questa precisazione sottolinea la filosofia dell’amministrazione: i fondi non sono destinati a compensare le famiglie per l’ospitalità, ma a finanziare le attività di mediazione e integrazione che l’operatore si impegna a fornire. In altre parole, il denaro del bando copre i costi per la gestione del progetto e la fornitura di servizi di supporto ai migranti, non l’ospitalità in sé.
L’iniziativa, pur encomiabile nelle sue intenzioni di promuovere l’inclusione, solleva interrogativi sulla sua praticabilità. Sebbene ci sia una forte sensibilità tra la cittadinanza romana, l’idea di un’ospitalità completamente gratuita potrebbe non essere sufficiente a incentivare un numero significativo di famiglie, soprattutto in un contesto di difficoltà economiche diffuse. Il dibattito è aperto: l’inclusione sociale può davvero realizzarsi senza un minimo di sostegno economico diretto a chi si fa carico dell’accoglienza?
“Finalmente il sogno si è realizzato”, così Marco Rizzo risponde sui social alla proposta del bando: “La Cirinnà, la Boldrini, Gualtieri, Fratoianni, ecc. e tutti coloro che volevano ospitare un migrante in casa, ora possono farlo a gratis. Aspettiamo i nomi di chi, tra onorevoli e deputati, parteciperà al bando del Comune di Roma.”

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