22 Settembre 2026, martedì
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Blocco dei treni a Pisa, decine di denunce per i manifestanti pro Palestina

La questura prepara un’informativa per la procura. Nel mirino gli attivisti che hanno guidato il corteo fino ai binari: contestati i reati di interruzione di pubblico servizio e violazione del decreto sicurezza. La rivendicazione arriva dagli Studenti per la Palestina

La protesta di giovedì sera alla stazione di Pisa, che ha paralizzato il traffico ferroviario per oltre un’ora, potrebbe avere pesanti conseguenze giudiziarie per i partecipanti. La questura sta completando un’informativa da trasmettere alla procura, con cui verranno contestati i reati di interruzione di pubblico servizio e violazione del decreto sicurezza.

Al centro dell’attenzione ci sono alcuni esponenti già noti alle forze dell’ordine, ritenuti tra i promotori dell’iniziativa. Si tratta di attivisti provenienti dall’area antagonista e della sinistra radicale, da tempo impegnati nell’organizzazione di presidi e manifestazioni a sostegno della causa palestinese. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati loro a guidare il corteo verso la stazione e a forzare lo sbarramento predisposto dalla Polfer, consentendo a centinaia di persone di invadere i binari e bloccare la circolazione.

Il lavoro di identificazione, però, non è ancora terminato. La polizia sta analizzando le immagini registrate durante la protesta e non si esclude che il numero delle persone denunciate possa crescere in maniera significativa. Al momento sono stati individuati soltanto i partecipanti che hanno avuto un ruolo di guida, ma gli investigatori puntano ad allargare l’elenco dei responsabili.

La rivendicazione dell’azione è arrivata poche ore dopo, attraverso un comunicato diffuso dal collettivo Studenti per la Palestina. Lo stesso gruppo si era già reso protagonista di gesti clamorosi, come il blitz del 17 novembre 2023, quando una bandiera palestinese venne issata sulla Torre Pendente, e le tensioni con le forze dell’ordine durante una manifestazione del 23 febbraio 2024.

“Se Israele blocca la Sumud Flotilla, noi bloccheremo l’Europa”, si leggeva sullo striscione di apertura del corteo, dietro al quale si sono radunate – secondo gli organizzatori – migliaia di persone, comprese famiglie e studenti. Nel comunicato, gli attivisti parlano apertamente di “genocidio” in corso a Gaza e accusano l’Occidente di complicità: “Non bastano più le parole, è tempo di bloccare gli ingranaggi del genocidio a partire dalle nostre città”.

L’episodio, che ha messo in seria difficoltà la circolazione ferroviaria in una delle stazioni più importanti della Toscana, apre ora un nuovo fronte di tensione sul delicato equilibrio tra diritto di manifestare e rispetto della legalità. La procura di Pisa sarà chiamata a valutare nelle prossime settimane l’entità dei reati contestati e le eventuali misure nei confronti dei manifestanti.

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