14 Aprile 2026, martedì
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‘Ndrangheta, rientra in Italia uno degli indagati dell’operazione “Millennium”: estradato dalla Spagna il presunto trafficante internazionale

Catturato all’estero uno degli uomini chiave della rete criminale smantellata dai Carabinieri di Reggio Calabria. L’indagine “Millennium” ha colpito i vertici di alcune delle principali cosche calabresi: quasi cento misure cautelari e società sequestrate in tutta Italia.

È rientrato in Italia dopo essere stato estradato dalla Spagna uno degli indagati di rilievo nell’ambito dell’imponente operazione antimafia “Millennium”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. L’uomo, accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata, era riuscito a sottrarsi all’arresto lo scorso maggio, allontanandosi all’estero poco prima dell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare. Secondo gli inquirenti, si tratta di un membro attivo della rete transnazionale del narcotraffico, riconducibile alla struttura mafiosa reggina.

La cattura all’estero e il ruolo dell’Interpol

Determinante per il suo arresto è stato il coordinamento internazionale tra forze di polizia, reso possibile grazie all’intervento dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), una task force istituita nell’ambito del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale. L’azione, basata su informazioni raccolte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Reggio Calabria, ha consentito di localizzare il sospettato in Spagna.

Una volta individuato, le autorità italiane hanno attivato le procedure di cooperazione giudiziaria, richiedendo la collaborazione dell’UDYCO Central della Policía Nacional spagnola, specializzata in lotta al narcotraffico e al crimine organizzato. L’arresto è avvenuto in tempi rapidi, a conferma della stretta sinergia investigativa tra Roma e Madrid, e ha permesso il rientro dell’indagato sul territorio nazionale, dove dovrà rispondere delle accuse mosse a suo carico.

Un’operazione di portata nazionale: 97 arresti in tutta Italia

L’arresto si inserisce in un contesto ben più ampio: l’operazione “Millennium”, scattata il 21 maggio 2025 all’alba, rappresenta uno dei più vasti blitz antimafia degli ultimi anni. L’inchiesta, coordinata dalla DDA reggina e articolata in cinque filoni investigativi avviati già nel 2018, ha portato all’esecuzione di 97 misure cautelari, di cui 81 in carcere e 16 ai domiciliari, e al sequestro preventivo di due società utilizzate, secondo gli inquirenti, come copertura per il riciclaggio di denaro e lo smistamento delle attività illecite.

L’operazione ha interessato numerose regioni italiane, coinvolgendo non solo la Calabria, ma anche Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte, Sardegna, Veneto e Sicilia. Oltre ai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno partecipato all’operazione il ROS, lo Squadrone Eliportato Cacciatori, il 14° Battaglione Calabria, i Nuclei Cinofili, il Nucleo Elicotteri e il personale della stessa Unità ICAN, a testimonianza della dimensione nazionale e internazionale del sodalizio criminale sotto indagine.

Le accuse: mafia, droga, estorsioni e scambi politico-mafiosi

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al centro dell’indagine ci sarebbero i vertici di alcune delle più potenti cosche della ‘ndrangheta reggina, operanti nei tre storici mandamenti: tirrenico, jonico e centro. Le accuse mosse nei loro confronti delineano un quadro criminale articolato e radicato, che spazia dall’associazione mafiosa al traffico internazionale di droga, passando per estorsioni, sequestri di persona, detenzione illegale di armi e scambi elettorali politico-mafiosi.

I magistrati della DDA ritengono che il gruppo smantellato disponesse di canali stabili di approvvigionamento di cocaina dal Sud America, con una rete logistica capillare in grado di movimentare partite di stupefacente in tutta Europa. L’indagine ha anche svelato presunte relazioni con esponenti della politica locale e nazionale, evidenziando un sistema di collusioni volto a influenzare tornate elettorali e a garantire coperture istituzionali alle attività mafiose.

Inchiesta ancora aperta: si attendono le fasi processuali

Il procedimento penale si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari, e le posizioni dei singoli indagati verranno valutate nel corso delle successive fasi processuali, nel pieno rispetto del principio di presunzione d’innocenza. Tuttavia, gli inquirenti sottolineano come la quantità di materiale raccolto — intercettazioni, pedinamenti, sequestri e testimonianze — delinei un quadro organico e coerente dell’attività delittuosa delle cosche coinvolte.

Un segnale forte alla criminalità organizzata

L’estradizione dell’indagato rappresenta un ulteriore successo nel contrasto internazionale alla ‘ndrangheta, che negli ultimi anni ha mostrato una capacità di proiezione globale paragonabile ai principali cartelli criminali. Grazie alla collaborazione tra forze di polizia e magistrature di diversi Paesi, la ‘ndrangheta — pur radicata in Calabria — non può più contare sull’impunità oltreconfine.

La strategia italiana, che unisce repressione, cooperazione giudiziaria e intelligence a livello europeo e internazionale, continua a dimostrarsi efficace. L’operazione “Millennium” ne è, finora, una delle espressioni più clamorose.

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