8 Agosto 2026, sabato
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Trump revoca la scorta a Kamala Harris: stop alla protezione del Secret Service per l’ex vicepresidente

La Casa Bianca annulla la proroga disposta da Joe Biden oltre i termini di legge. Harris, fuori dall’incarico dal 21 luglio, non sarà più tutelata dagli agenti federali. La decisione apre un dibattito sulla sicurezza delle massime cariche istituzionali a fine mandato.

Donald Trump ha revocato la scorta a Kamala Harris. L’annuncio, diffuso da un funzionario della Casa Bianca alla Cnn, riguarda la protezione garantita dal Secret Service all’ex vicepresidente degli Stati Uniti. Con questa mossa, l’amministrazione repubblicana mette fine alla proroga della tutela che era stata concessa dal presidente Joe Biden, prolungando oltre i termini previsti dalla legge la presenza degli agenti federali accanto a Harris.

Secondo la normativa vigente, infatti, gli ex vicepresidenti hanno diritto alla protezione del Secret Service per un periodo massimo di sei mesi dopo la conclusione del mandato. Nel caso di Harris, il termine era scaduto il 21 luglio scorso. Biden aveva deciso di estendere la misura, motivandola con ragioni di opportunità legate al profilo pubblico della vicepresidente uscente e al clima politico particolarmente acceso.

La decisione di Trump segna dunque una rottura con la linea adottata dal suo predecessore, riportando il protocollo alla sua applicazione letterale. Non sono stati resi noti i dettagli sui tempi e sulle modalità con cui la scorta verrà ritirata né se siano state valutate forme alternative di protezione, eventualmente a carico dello Stato della California, dove Harris risiede, o attraverso servizi di sicurezza privati.

Le regole sulla protezione degli ex leader

Il Secret Service è incaricato di garantire la sicurezza del presidente in carica, del vicepresidente, delle rispettive famiglie e di alcune alte cariche istituzionali. Per gli ex presidenti, dal 2013 la protezione è tornata a essere a vita dopo che, per un periodo, era stata limitata a dieci anni. Diverso il caso degli ex vicepresidenti: per loro, la protezione cessa automaticamente dopo sei mesi dal termine dell’incarico, salvo decisioni straordinarie del presidente in carica.

Non è insolito che vengano concesse proroghe, specie in presenza di condizioni di particolare esposizione pubblica o di minacce specifiche. Tuttavia, non è frequente che una proroga venga revocata una volta accordata, il che conferisce alla scelta dell’amministrazione Trump un significato politico evidente.

Un gesto dal forte impatto politico

Kamala Harris, prima donna vicepresidente della storia americana, è rimasta fino all’ultimo una figura centrale nella vita politica degli Stati Uniti, spesso al centro del dibattito sia per il suo ruolo nella Casa Bianca guidata da Joe Biden sia come punto di riferimento dell’elettorato progressista. La revoca della sua protezione potrebbe dunque essere interpretata come un atto politico oltre che amministrativo, destinato a far discutere tanto sul piano della sicurezza quanto su quello delle relazioni istituzionali.

Il tema non è secondario in un Paese dove la questione della sicurezza delle figure politiche resta delicata. Negli ultimi decenni non sono mancati episodi di violenza o minacce che hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione delle autorità. La decisione di ridurre o interrompere le tutele diventa quindi terreno di confronto tra esigenze di bilancio, rispetto delle regole e valutazioni di opportunità politica.

Le possibili conseguenze

Per Harris, la fine della scorta federale significa dover fare affidamento su soluzioni alternative per la sua sicurezza personale. Molti ex vicepresidenti, una volta cessata la protezione del Secret Service, hanno scelto di organizzare sistemi di sicurezza privati, calibrati sulle loro attività pubbliche e sulla frequenza degli spostamenti.

Resta tuttavia la percezione di una scelta in controtendenza rispetto alle consuetudini recenti, che potrebbe riaccendere il dibattito su una riforma delle norme relative alla protezione degli ex vicepresidenti. Alcuni osservatori, già in passato, hanno suggerito di allineare la durata della scorta a quella garantita agli ex presidenti, sostenendo che anche le seconde cariche dello Stato rimangano, spesso a lungo, figure di rilievo politico e potenziali bersagli.

La vicenda di Kamala Harris, dunque, non appare destinata a chiudersi rapidamente. Al contrario, sembra destinata a trasformarsi in un nuovo terreno di confronto tra l’amministrazione Trump e l’opposizione democratica, in un clima politico già segnato da forti tensioni.

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