22 Settembre 2026, martedì
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Assunta “Tina” Sgarbini uccisa in casa a Montecorvino Rovella: fermato l’ex compagno. Si ipotizza lo strangolamento

Tragedia nel Salernitano: la vittima aveva 47 anni e tre figli. L’uomo fermato dai carabinieri dopo ore di ricerche. La comunità sconvolta, il sindaco: “Una ferita profonda nel cuore del paese”

Montecorvino Rovella (Salerno) – È stata trovata senza vita nella sua abitazione, riversa sul pavimento, in un silenzio che già da ore era diventato inquietante. Assunta Sgarbini, 47 anni, conosciuta da tutti come Tina, è morta nella sua casa di Montecorvino Rovella in circostanze drammatiche che ora i carabinieri stanno cercando di ricostruire con precisione. Il principale indiziato è Christian Persico, 36 anni, ex compagno della donna, rintracciato e fermato dai militari alcune ore dopo il ritrovamento del corpo.

Secondo le prime informazioni raccolte dagli inquirenti, si ipotizza che la donna possa essere stata strangolata. La conferma definitiva arriverà solo dopo l’autopsia, già disposta dalla procura. Ma i contorni della tragedia sembrano già delineati.

L’allarme dei familiari, poi il ritrovamento del cadavere

È stato un familiare di Persico a lanciare l’allarme. Non riuscendo più a mettersi in contatto con la coppia da ore, ha chiamato le forze dell’ordine. I carabinieri si sono recati nell’abitazione di Tina, in una zona residenziale del paese, e hanno fatto la terribile scoperta: il corpo della donna era a terra, senza vita.

Subito sono scattate le ricerche dell’ex compagno. Persico, secondo quanto riferito dai testimoni, era sparito dalla mattinata di sabato, poco dopo l’ora in cui si presume sia avvenuto il delitto. È stato avvistato da un passante nella zona di San Pietro, a poca distanza dalla casa della vittima. Lì è stato raggiunto dai carabinieri e fermato senza che opponesse resistenza. Gli inquirenti lo hanno portato in caserma per interrogarlo. Al momento, il 36enne è in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario.

Una relazione finita, un legame tormentato

Assunta e Christian avevano iniziato a frequentarsi nel 2016. Non è ancora chiaro se fossero ancora una coppia al momento della tragedia. Alcuni familiari e amici sostengono che la relazione fosse terminata già da tempo.

“Lei l’aveva cacciato di casa”, ha raccontato Antonio Sgarbini, padre della vittima, visibilmente scosso. “Non lavorava, si presentava a casa, faceva i suoi comodi. Mia figlia gli aveva detto di andarsene, e credo che lo avesse mandato via definitivamente. Ma lui non si era mai staccato del tutto”.

Tina aveva tre figli, nati da una precedente relazione. Viveva una vita semplice e molto legata al territorio. Sul suo profilo Facebook compaiono immagini di giornate serene: cene con amici, compleanni, momenti con i figli. Video in compagnia delle amiche, sorrisi condivisi. Una quotidianità che ora viene riletta da tutti con occhi diversi, in cerca di segnali, di indizi, di allarmi che forse nessuno aveva saputo cogliere.

Il dolore della comunità: “Tina era una di noi”

La notizia della morte di Tina ha scosso profondamente Montecorvino Rovella, un paese di poco più di 8.000 abitanti sulle colline del Salernitano. Una comunità unita, dove tutti si conoscono e dove il dramma si è abbattuto come un macigno.

“Montecorvino Rovella piange una sua figlia. Il dolore che proviamo come comunità è immenso, perché la vita della nostra Tina è stata spezzata in modo crudele all’interno delle mura di casa, là dove ognuno dovrebbe sentirsi al sicuro”, ha dichiarato il sindaco Martino D’Onofrio. “Non esistono parole sufficienti a colmare il vuoto che questa tragedia lascia. In questo momento il nostro pensiero va alla sua famiglia, ai suoi figli e a chi l’ha conosciuta e amata. La nostra comunità non dimenticherà”.

In segno di lutto e rispetto, la pro loco ha annullato gli eventi pubblici previsti per la giornata. “La sagra è da sempre un momento di comunità e proprio per questo oggi abbiamo scelto il silenzio”, hanno scritto gli organizzatori. “Domani torneremo insieme, più uniti, per onorare la memoria e i valori che ci tengono legati”.

Indagini in corso, attesa per l’autopsia

L’intera vicenda è ora al vaglio della magistratura. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e prove per ricostruire con esattezza la dinamica dell’omicidio. L’abitazione della vittima è stata posta sotto sequestro. Gli esiti dell’esame autoptico saranno decisivi per stabilire le cause esatte della morte e l’eventuale compatibilità con l’ipotesi dello strangolamento.

Christian Persico, dopo il fermo, sarà probabilmente sottoposto a interrogatorio di garanzia nelle prossime ore. Non è ancora chiaro se abbia deciso di collaborare con gli investigatori o se si sia avvalso della facoltà di non rispondere.

Un nuovo possibile caso di femminicidio

Il delitto di Montecorvino Rovella riaccende purtroppo i riflettori su una piaga che continua a insanguinare il Paese: quella dei femminicidi. Se l’ipotesi dell’omicidio volontario sarà confermata, Assunta Sgarbini andrà ad aggiungersi al lungo elenco di donne uccise da uomini con cui avevano avuto o avevano ancora un legame affettivo.

Una dinamica ormai tristemente nota: relazioni segnate da squilibri di potere, da gelosie, da incapacità di accettare un distacco. Una violenza spesso silenziosa, che esplode all’improvviso, lasciando famiglie distrutte, figli orfani, comunità sconvolte.

A Montecorvino Rovella, il dolore è ancora fresco, il silenzio ancora denso. Ma resta la consapevolezza che la memoria di Tina non sarà dimenticata. E che ora, più che mai, serve vigilanza, attenzione, responsabilità collettiva.

La giustizia farà il suo corso. Ma il vuoto lasciato da questa morte è già incancellabile.

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