9 Settembre 2026, mercoledì
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Milano, arrestato 35enne: accusato di violenze sessuali e trovato con 300 grammi di “droga dello stupro”

Due ragazze, che non si conoscono tra loro, hanno denunciato abusi subiti dopo una serata in discoteca. L’uomo si dichiara innocente: “Rapporti consenzienti”

Un 35enne di origini senegalesi è stato arrestato e si trova in carcere con accuse pesantissime: due ragazze poco più che maggiorenni lo indicano come responsabile di violenze sessuali consumate dopo serate in discoteca a Milano. A rendere ancora più grave la posizione dell’uomo, la scoperta fatta dagli investigatori nella sua abitazione: 300 grammi della cosiddetta “droga dello stupro”, sostanza che può annullare le capacità di difesa e offuscare la memoria di chi la assume.

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Monza e condotte dalla polizia di Sesto San Giovanni, che sta passando al setaccio ogni elemento per cercare riscontri alle denunce. I due episodi denunciati dalle giovani risalgono a momenti diversi, avvenuti a qualche mese di distanza l’uno dall’altro, ma presentano analogie significative: entrambe raccontano di aver conosciuto l’uomo in un contesto legato alla notte milanese e di aver terminato la serata nel suo appartamento, dove riferiscono di essere state vittime di abusi.

Un dettaglio rilevante è che le due ragazze non si conoscono tra loro. Una di loro sarebbe una collega del 35enne, impiegata in un club della città, mentre l’altra lo avrebbe incontrato casualmente durante una serata in discoteca. In entrambi i casi, le giovani hanno raccontato agli inquirenti di avere ricordi confusi e frammentati della notte trascorsa nell’abitazione dell’uomo, circostanza che alimenta il sospetto dell’utilizzo di sostanze stupefacenti per alterarne la lucidità.

L’arrestato, dal canto suo, respinge con forza ogni accusa. Davanti ai magistrati ha sostenuto che i rapporti con entrambe le ragazze fossero del tutto consenzienti e ha ribadito la propria estraneità a qualunque ipotesi di violenza.

Gli inquirenti stanno ora approfondendo non solo la ricostruzione dei due episodi già denunciati, ma anche la possibile esistenza di altri casi. La quantità di sostanza sequestrata, infatti, lascia pensare a un utilizzo che potrebbe non limitarsi alle sole circostanze finora emerse.

L’inchiesta resta in pieno sviluppo. La Procura di Monza è al lavoro per verificare la fondatezza delle accuse e delineare con precisione la portata della vicenda, che ha acceso i riflettori su un fenomeno – quello delle violenze sessuali legate alla “droga dello stupro” – che continua a destare forte allarme nelle grandi città.

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