12 Giugno 2026, venerdì
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Israele elimina comandante delle forze speciali di Hamas. Preparativi per l’occupazione di Gaza City

L’esercito israeliano annuncia l’uccisione di Muhammad Naif Abu Shamala, leader delle unità d’élite “Nukhba”. Intanto Tel Aviv accelera i piani militari per il controllo della città più popolosa della Striscia, mentre a Gaza si aggrava il bilancio delle vittime.

L’esercito israeliano ha annunciato l’uccisione di Muhammad Naif Abu Shamala, uno dei comandanti delle forze speciali “Nukhba” di Hamas, avvenuta mercoledì scorso nella zona di Khan Younis. Abu Shamala guidava una compagnia d’élite che aveva partecipato all’incursione del 7 ottobre 2023, prendendo parte al tentativo di assalto contro la postazione militare “Mars” dell’Idf, nei pressi della comunità di Kissufim, al confine con la Striscia di Gaza. A neutralizzarlo, secondo quanto comunicato, sono state le truppe della Brigata Kfir.

L’eliminazione del comandante si inserisce in una fase di intensa pressione militare da parte di Israele, mentre si avvicina una nuova e più vasta offensiva contro Gaza City. Il ministro della Difesa, Yoav Gallant, ha infatti dato il via libera ai piani elaborati dal Capo di Stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, generale Eyal Zamir, che prevedono l’occupazione della capitale amministrativa e simbolica del territorio palestinese. L’operazione, battezzata “Carri di Gedeone B”, riprende il nome di una precedente campagna militare che aveva portato all’avanzata israeliana su circa il 75% della Striscia, con l’obiettivo dichiarato di fiaccare Hamas e costringerlo a negoziare la liberazione degli ostaggi.

Parallelamente, la situazione umanitaria a Gaza continua a deteriorarsi. Secondo le autorità sanitarie della Striscia, controllate da Hamas, dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023 sarebbero stati uccisi almeno 62 mila palestinesi, tra i quali 18.885 bambini. Dati che, riferisce Al Jazeera, descrivono una catastrofe civile senza precedenti. Nelle ultime ore, almeno 28 persone hanno perso la vita a causa dei raid israeliani, sette delle quali mentre tentavano di ottenere aiuti nella zona settentrionale del campo profughi di Nuseirat.

Il conflitto resta al centro anche del dibattito politico internazionale. Il presidente statunitense Donald Trump, intervenendo nelle scorse ore, ha difeso con toni enfatici il premier israeliano Benjamin Netanyahu, definendolo “un eroe di guerra”. Una dichiarazione che conferma la volontà del tycoon di rafforzare la propria immagine di alleato di ferro di Israele in vista delle prossime presidenziali americane.

Mentre sul terreno si intensificano le operazioni militari, appare chiaro che la guerra tra Israele e Hamas si trova a un punto di svolta: l’uccisione di un comandante delle Nukhba rappresenta per Tel Aviv un colpo strategico, ma il prezzo in vite civili palestinesi continua a crescere drammaticamente, acuendo le pressioni sulla comunità internazionale chiamata a trovare una via d’uscita dal conflitto.

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